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Il pescatore e il suo Sos «Fermiamo il prelievo dei pesci più piccoli»

Giulia Sili
Il pescatore e il suo Sos «Fermiamo il prelievo dei pesci più piccoli»

Vittore Villani, 80 anni, ha vissuto chiedendo pane al mare Ora è rammaricato per lo spopolamento delle specie ittiche

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«Un Golfo in agonia»: così Vittore Villani, pescatore follonichese, dipinge il mare di fronte a Follonica. Negli anni, in linea con quanto avvenuto nel Mediterraneo, gli stock ittici del Golfo sono costantemente diminuiti e Vittore, che ha 80 anni e conosce il mare come se stesso, ricorda i tempi in cui il lavoro era abbondante per tutti. Per questo, di fronte a uno spopolamento tale, il rammarico è tanto.

«L’associazione Pescatori di Follonica ha dichiarato che il Golfo e le sue coste sono impoverite di specie ittiche – dice – a causa dell’inquinamento e del prelievo di pesce da parte dei “pesca– sportivi”». Villani ritiene però che la causa dell’impoverimento sia da individuare altrove: «Non credo che sia l’inquinamento la causa dello spopolamento dei pesci – dice – ma piuttosto la pesca di giovani pesci che non hanno raggiunto la maturità sessuale per riprodursi e che quindi non possono garantire la sopravvivenza di altre specie nel Golfo. Vengono pescati pesci troppo piccoli. Non è l’inquinamento e il prelievo dei pesca-sportivi il problema». «Tutti i motopesca del compartimento di Livorno si riversano in questa area entrando in conflitto con la piccola pesca – spiega Vittore – il mare è troppo sfruttato». E continua: «Le cause dello spopolamento vanno ricercate indietro negli anni, quando, con poca lungimiranza, con una deroga, è stata autorizzata la pesca con la sciabica da natante: un tipo di pesca autorizzata a patto e vincolo che l’attrezzo sciabica non tocchi il fondo marino». Il pescatore ritiene poi che la presenza di un parco integrale nelle vicinanze del canale Solmine sia un dato oggettivo che dimostra che la vita marina nel Golfo non è messa a rischio dall’inquinamento: «Il collasso del Golfo non è determinato dall’inquinamento – dice – lo dimostra il fatto che sono tantissimi i pesci presenti nel parco che si trova vicino al contesto industriale del Casone».

Poi il pescatore lancia un’idea che sa un po’ di provocazione: «Bisognerebbe – dice – vietare la pesca prevedendo sovvenzioni statali in modo da consentire ai pescatori di vivere senza lavorare e da permettere ai pesci di ripopolare il mare». –

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