Italia
Lotta al randagismo Dalle fototrappole ai microchip gratis per i cani dei pastori
È il piano Asl che punta a contenere gli attacchi alle greggi Le catture scatteranno su segnalazione di animali vaganti
Gli obiettivi sono due e sono legati a doppio filo: e, secondo l’Asl sud est, non potrebbe essere altrimenti. Da un lato c’è l’intento di proteggere la purezza del lupo, predatore sotto la custodia di due leggi nazionali, quella del 1977 sulla caccia – la n. 968 – e quella del 1992 – la n.157 – che lo inserisce tra le specie «particolarmente protette»; dall’altro c’è il proposito di limitare gli attacchi di predatori alle greggi della Maremma e dell’Amiata che contribuiscono a far cadere in ginocchio gli allevatori. Per raggiungere entrambi gli obiettivi, che nell’approccio alla questione da parte dell’Asl sono interconnessi, l’azienda sanitaria ha messo a punto un progetto di prevenzione del randagismo, in particolare quello rurale – è il fenomeno dei cani che vagano nelle campagne – e delle predazioni che ha appena ottenuto il via libera – all’unanimità – della Giunta regionale.
le risorse e il piano
Il progetto dell’azienda sanitaria sarà finanziato dalla Regione Toscana con 500mila euro per il biennio 2019-2020 e per le tre province – Grosseto, Siena, Arezzo – che ricadono sotto la competenza dell’Asl Toscana sud est. Tale progetto può considerarsi il naturale proseguimento di un precedente Piano operativo, maturato sul campo da marzo 2015 a aprile 2018, la cui esperienza è stata condivisa in un workshop di valenza europea che si è tenuto di recente a Firenze. Il Piano 2015-2018 era stato attuato in sinergia con l’ordine professionale dei medici veterinari, i carabinieri forestali e la polizia provinciale di Siena e Grosseto e aveva portato all’inserimento in anagrafe di 1.172 cani e alla sterilizzazione di 288 esemplari (209 femmine e 79 maschi), secondo i dati contenuti in una nota dell’Asl sud est.
lupi e “ibridi”
Il Tirreno ha chiesto a Giorgio Briganti, direttore dell’area funzionale di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana sud est – quale sia la filosofia che anima il progetto e che cosa nel concreto preveda. «Il progetto – spiega Briganti – è finalizzato alla conservazione della specie lupo in purezza e alla limitazione degli attacchi alle greggi da parte dei predatori». L’idea di fondo è che, più che il lupo “puro”, sia l’incrocio tra lupo e cane – l’ “ibrido” (cosiddetto impropriamente perché sono canidi entrambi) – il responsabile degli attacchi più cruenti e feroci alle greggi: «Il lupo – spiega Briganti – è selettivo, se attacca un gregge di solito preleva una pecora e la porta via per sfamarsi». Sarebbe invece una pratica tipica dell’ibrido quella di sparigliare il bestiame e sbranare pecore a destra e a manca – con danni per l’allevatore dunque superiori rispetto al singolo capo “predato”; in effeti c’è chi sostiene – per esempio gli esperti del progetto Life Medwolf – che non trovi supporto la tesi secondo cui gli ibridi avrebbero un comportamento più aggressivo (o più “confidente”) rispetto ai lupi “veri”, soprattutto nel caso dei branchi dove nascono, crescono e convivono esemplari di lupo puro con esemplari più o meno ibridi. Il randagismo – soprattutto quello rurale – è comunque universalmente riconosciuto come un problema. Da qui il progetto dell’Asl Toscana sud est.
MIROCIP GRATIS
Quando il gregge di un allevatore subisce un attacco, i primi a giungere sul luogo sono gli esperti Asl che devono documentare l’incursione per la richiesta di indennizzo. Sarà questa l’occasione per “formare” gli allevatori, che è un altro obiettivo del progetto. Innanzitutto «Cercheremo di promuovere e incentivare – spiega Briganti – buone prassi, come l’utilizzo di cani da guardinia e reti anti-lupo». Non solo. Chiunque possieda cani in campagna che vivono (più o meno) liberamente nei terreni verrà incentivato a microchipparli e a sterilizzarli, tant’è che «l’inserimento del microchip e l’eventuale sterilizzazione – aggiunge Briganti – sarà gratuita, o mediante l’Asl Toscana sud est o tramite convenzioni con studi veterinari privati». Ciò che si vuole limitare è il cosiddetto fenomeno del randagismo notturno, cioè cani che vagano la notte liberi di attaccare bestiame e riprodursi.
la cattura
Chi avvista un cane randagio vagante potrà segnalarlo e anche mediante l’installazione e l’utilizzo di fototrappole nelle zone dell’avvistamento verrà catturato, spiega Briganti. –
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