Il Tirreno

Grosseto

l’architetto sagina 

«Al centro la qualità della vita Partiamo dal sistema ciclabilità»

G.B.
«Al centro la qualità della vita Partiamo dal sistema ciclabilità»

L’esperto suggerisce l’interramento della stazione ferroviaria per eliminare il “tagliante” e recuperare l’area interessata dal rilevato

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GROSSETO. Il punto centrale del convegno di giovedì è stata la proposta per Grosseto dell’ingegner Stefano Sagina. «Dobbiamo avviare una rivoluzione culturale, ancora prima che strutturale – sono state le prime parole di Sagina - perché è fondamentale che ogni cittadino si senta parte attiva e insostituibile della fase che andremo a vivere. Il passaggio a una città green è necessario per garantire un futuro sostenibile e tutto passa da una proposta fuori dagli schemi, dove al centro si mette la qualità della vita».

Sagina, per mettere a punto questa idea, ha preso spunti da altri territori europei, «perché a Grosseto non vi è nulla da inventare, ma solo opportunità da cogliere, potenziare e sviluppare». Sagina ha parlato anche di cambiamenti climatici, uso sostenibile del territorio, tutela della biodiversità, qualità dell’aria, lotta ai rumori. «I tempi sono maturi – ha aggiunto Sagina - e crediamo anche le volontà. Il sistema di ciclabilità è il punto di partenza, valido come deterrente all’uso dell’auto e per decongestionare il centro urbano. L’idea progettuale dell’ultimo Pum redatto dal Comune di Grosseto è basata proprio sulla creazione del cosiddetto “doppio ring” attorno al centro storico cittadino. Oltre a ciò per liberare alcuni rami della rete (in particolare quelli in ingresso e in uscita dal centro) sono stati pensati alcuni interventi migliorativi, con la realizzazione di nuovi by-pass».

Secondo Sagina la rapida crescita urbanistica e demografica di Grosseto, avvenuta in particolare nell'ultimo decennio, ha posto diversi problemi urbanistici legati alla mobilità, non risolvibili con una semplice rivisitazione dell'assetto viario. «Non bastano soluzioni a breve termine. Le previsioni di crescita del traffico veicolare privato porranno, anche negli anni a venire, seri problemi di congestione, che difficilmente potranno essere risolti se non con una ristrutturazione profonda del tessuto urbano e delle abitudini dei cittadini, sia est che a ovest del rilevato ferroviario». Sagina immagina di eliminare il “tagliante” della città: la ferrovia. «Sarebbe un possibile fattore positivo per il futuro del centro urbano. L'ipotesi di liberare l’area attualmente interessata dal rilevato e le aree contigue, realizzando, come è avvenuto in altre città, l’interramento della linea, darebbe un immediato beneficio». A Grosseto sono stati compiuti monitoraggi e indagini che dimostrano come una mobilità dolce (pedonale e ciclabile), considerando la conformazione territoriale, gli attuali livelli di congestione del traffico, le brevi distanze e il problema della sosta, avrebbe gli stessi tempi di percorrenza di quella veicolare. «Fa piacere - ha concluso Sagina - il potenziamento delle piste ciclabili cittadine e il raccordo fra queste e le direttrici extraurbane (Roselle, Principina a Mare, Marina di Grosseto, Parco della Maremma). La dorsale ciclabile nord-sud andrà poi integrata per favorire la penetrazione urbana, in modo da rendere convenienti e sicuri gli spostamenti in bicicletta anche per gli abitanti della città che desiderano spostarsi per lavoro e shopping». Infine l’ingegnere ha parlato dell’uso di spazi verdi come l’area ex-Diversivo. — G.B.

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