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Miasmi: Asl e Regione replicano con durezza a Vivarelli Colonna

Miasmi: Asl e Regione replicano con durezza a Vivarelli Colonna

L’azienda: «Potenziale criticità per la salute pubblica Abbiamo sollecitato un incontro con due note» 

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grosseto. È scontro aperto tra Asl Toscana sud est e Comune di Grosseto sul tema dei cattivi odori in città.

Dopo la richiesta del dipartimento di Prevenzione al sindaco di convocare un tavolo tecnico per verificare le autorizzazione degli impianti a biogas intorno alla città – principali “indiziati” di emettere fetidi miasmi – e dopo la risposta ferma del primo cittadino Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ha rispedito al mittente la richiesta – dicendo che i controlli non spettano al Comune ma alla Regione e che finora l’Asl ha temporeggiato – ecco la controreplica dell’azienda sanitaria e della Regione Toscana, per bocca del presidente Enrico Rossi.

«Intorno alla città di Grosseto – scrive l’Asl – sono presenti 7 centrali a biogas per la produzione di energia elettrica tramite la combustione del gas metano, prodotto dalla trasformazione di materiale organico quale insilati agricoli, nonché di letame e derivati della frangitura delle olive. La loro distanza dalle abitazioni, in alcuni casi, è di pochi chilometri. Da tali insediamenti provengono cattivi odori di cui più volte i cittadini e il Comitato si sono lamentati».

Il comitato a cui si riferisce l’Asl è Grosseto Aria pulita, nato spontaneamente su Facebook per segnalare casi di cattivi odori. Il comitato si è speso molto in mesi per chiedere alle istituzioni di intervenire e verificare che, oltre al fastidio di respirare aria puzzolente, non ci fossero anche rischi per la salute. Ed è stato lo stesso comitato a insistere perché il Comune convocasse un tavolo tecnico per capire il da farsi, cosa che il Municipio grossetano ha fatto.

Proprio quel tavolo tecnico, però, oggi è nel mirino dell’Asl. «Il Comune di Grosseto, per affrontare il problema (dei miasmi) – prosegue la nota dell’azienda sanitaria – aveva istituito un tavolo tecnico che non è riuscito però a lavorare in modo strutturato, nonostante le sollecitazioni. In particolare, la Asl ha cominciato a essere più pressante nella richiesta di un incontro con due note inviate a marzo e ad aprile, quando, un’ulteriore segnalazione aveva evidenziato non solo odori forti e sgradevoli ma per alcune persone malesseri respiratori, dermatologici e psicofisici, quindi una potenziale criticità per la salute pubblica».

Interviene in merito anche il presidente della Regione Enrico Rossi. «Il problema – dice – non è più rinviabile. Indipendentemente dalle competenze, il nostro compito è la tutela della salute di tutti i cittadini toscani, per questo al di là delle responsabilità, ho chiesto al direttore della Asl Toscana sud est, al direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl e ad Arpat di attivarsi subito per garantire la verifica della salubrità del territorio e della qualità dell’aria. Se d’altra parte, come risulta, era stato costituito dal Comune di Grosseto, un tavolo tecnico sui miasmi, inutile chiedersi il perché l’amministrazione, anziché lamentarsi, non lo abbia immediatamente convocato». —



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