Il Tirreno

Grosseto

«Quali prospettive abbiamo e per cosa diamo il nostro voto?»

Potere al Popolo interviene in vista delle elezioni Europee Appuntamento oggi al Khorakhanè con il sindacalista Cremaschi 

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elezioni

«Sabato 26 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Come Potere al Popolo abbiamo scelto di non candidarci, ma continuiamo nel nostro lavoro di analisi, e ci domandiamo: quali prospettive di classe si possono intravedere, anche attraverso il prossimo passaggio elettorale?». Interviene così Potere al Popolo, che oggi stesso dà appuntamento alle 17,30 con Giorgio Cremaschi al circolo Khorakhané.

«Di fronte a una crisi sistemica del capitale, le soluzioni proposte da Bruxelles non hanno fatto che accentuare le diseguaglianze sociali e la repressione, quest’ultima sempre più stringente nei settori popolari. Il quantitative easing ha aumentato la liquidità nelle casse delle grandi banche private, senza aver avuto un minimo di impatto nell’economia reale; ennesima dimostrazione di quanto l’architettura politico-economica europea vada a distribuire ricchezza in un unico verso: quello dei padroni e dei loro patrimoni finanziari. In questo quadro, quel è stato il ruolo della governance Lega-M5S? Le promesse elettorali si sono trasformate in misure estremamente repressive (Decreto Sicurezza) e di continuazione di politiche di mantenimento della povertà (reddito di cittadinanza). Qui emerge evidente la continuità con il Pd, che ha aperto con Minniti all’escalation repressiva verso i migranti e le lotte sociali nel nostro paese, e attraverso il Reddito d’inclusione, perpetrando condizioni di marginalità ed esclusione delle classi popolari. Allo smantellamento dello stato sociale e alla stretta data dal Fiscal Compact e dal Pareggio di Bilancio, che prevederà l’aumento delle tasse indirette nella prossima finanziaria, si risponde con l’aumento degli armamenti e con le campagne imperialiste in Nord Africa, nella prospettiva della costruzione di un esercito europeo sempre più indipendente dalle influenze americane. In questo quadro, nel cuore del Centro Europa, il popolo francese è in piazza da 6 mesi. A dimostrazione di quanto la contraddizione del potere capitalistico continentale stia esplodendo, e ricordando alle popolazioni più in difficoltà quanto l’aggregazione in funzione di lotta di classe rappresenti uno dei pochi terreni dove è possibile cercare un effettivo riscatto sociale». —

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