Sicurezza
L’ingegner Massimo Pagnini farà ricorso contro la condanna
L’amministratore dell’ex colosso delle costruzioni non è un commercialista Attende insieme agli altri due imputati il deposito delle motivazioni
GROSSETO. A causa di un’imperdonabile svista, nell’articolo pubblicato ieri nel quale veniva dato conto delle condanne per la bancarotta fraudolenta di Consorzio Etruria, a Massimo Pagnini -consigliere delegato dell’ex colosso delle costruzioni edili- è stata attribuita erroneamente la qualifica di “commercialista”.
In realtà, Pagnini non è commercialista, bensì ingegnere. Ci scusiamo con l’interessato e anche con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, il cui presidente provinciale, Fabio Tocci, sottolinea in una nota che «Pagnini non è iscritto né all’Ordine territoriale grossetano né in alcun altro Ordine territoriale nazionale».
Chiarito l’errore, a Pagnini come agli altri condannati dal Tribunale di Firenze non rimane adesso che attendere il deposito delle motivazioni per presentare l’appello. Importante per le difese sarà verificare su quali basi il collegio ha articolato la condanna non solo di Pagnini (5 anni e 6 mesi) ma anche degli ex presidenti di Consorzio Etruria, Armando Vanni (4 anni e 6 mesi) e Luigi Minischetti (6 anni). Tutto ciò nonostante che i difensori avessero introdotto nel dibattimento e richiamato nelle arringhe i numerosi elementi a discarico degli imputati. In effetti, un risultato seppur parziale i legali lo hanno avuto, perché gli stessi tre sono stati assolti dall’accusa di falso in bilancio. E altri tre imputati, Giovanni Turba, Ciro Paradisi e Marco Fontanelli, sono stati scagionati in toto dalle accuse mosse loro. L’accusa aveva chiesto condanne tra i 5 e i 5 anni e mezzo.
Vanni e Minischetti, quest’ultimo ex presidente del Banco di Lucca, assieme a Pagnini di Follonica, erano imputati perché tra l’ottobre 2007 e il febbraio 2008 avrebbero commesso un’operazione imprudente distraendo 1,5 milioni di euro vendendo al prezzo di 424 euro ciascuna alla spa Sofibar tutte le azioni del Banco di Lucca detenute dal Consorzio (31.765) acquistando contemporaneamente altre azioni dello stesso istituto bancario (4782 in tutto) a un prezzo superiore, 690 euro ciascuna. E, stando all’accusa, per portare a termine l’operazione avrebbero fornito al consiglio d’amministrazione informazioni erronee.
Dopo l’udienza preliminare che si era tenuta nel 2015 erano stati rinviati a giudizio appunto anche Fontanelli, Paradisi (non però per l’accusa di bancarotta) e Turba, quest’ultimo presidente del consiglio d’amministrazione della Etruria Investimenti srl. All’epoca, sempre all’udienza preliminare, il giudice aveva dichiarato il non doversi procedere per Placida Canozzi e Antonio Davide Terribile di Grosseto, non ravvisando nei loro confronti la presenza di elementi tali da poter sostenere un processo.
Per Vanni e Pagnini il tribunale fiorentino ha invece stabilito adesso, oltre alla condanna, il risarcimento dei danni, da definire in sede civile, a favore della curatela fallimentare dell’ex Consorzio Etruria, ma intanto i due dovranno versare in solido una provvisionale da 1.493.919 euro immediatamente esecutiva. Il solo Pagnini, in relazione ad altro fatto di bancarotta, deve anche versare una provvisionale alla stessa parte civile di 849.438 euro. —
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