Sicurezza
Condannato a cinque anni per aver violentato una ragazza
Il giovane dovrà anche risarcire la vittima, intanto con quindicimila euro L’episodio era avvenuto di notte in auto, lui le aveva chiesto un passaggio
GROSSETO. Cinque anni di reclusione, più il risarcimento alla parte civile da liquidare in separata sede; nel frattempo, una provvisionale immediatamente esecutiva da 15.000 euro, più le spese, sia quelle di costituzione, sia quelle di giudizio e detenzione. Interdizione in perpetuo dagli uffici di tutela e curatela, nonché da quelli pubblici. Confisca di quanto in sequestro, espulsione dall’Italia.
È questo il dispositivo letto dal presidente Adolfo Di Zenzo (nel collegio Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi) al termine del processo per violenza sessuale nei confronti di Zei Abdelkader, 28 anni, cittadino marocchino. Imputato di aver violentato una ragazza conosciuta poco prima in un locale, una grossetana di poco più di trenta anni. Lui le avrebbe chiesto un passaggio in auto e le avrebbe offerto della droga. Al suo rifiuto, lui l’avrebbe prima picchiata stringendola al mento, mordendole il labbro inferiore, sferrandole dei pugni al volto e alle braccia, trascinandola per i capelli. Poi, ancora secondo l’accusa, l’avrebbe spogliata, le avrebbe abbassato gli slip e l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale, prima sul sedile anteriore dell’auto e poi su quello posteriore.
La ragazza era riuscita ad allontanare il nordafricano solo dopo avergli sferrato un calcio ai genitali. Lui le aveva restituito le chiavi dell’auto ed era andato via a piedi. Una volta arrivata a casa, la giovane aveva chiamato una sua amica, raccontandole quello che era successo: la ragazza l’aveva accompagnata al pronto soccorso dove la giovane era stata visitata e dove era stato attivato il percorso del codice rosa. Il caso è stato seguito anche dall’associazione Olympia de Gouges.
Ad Abdelkader l’accusa contestava anche l’aggravante di aver approfittato dell’orario notturno (erano le 3.30 di un giorno del febbraio 2018) e del luogo deserto in cui era stata posteggiata l’auto. Il collegio ha ritenuto le aggravanti equivalenti alle attenuanti. Il pm Arianna Ciavattini aveva sollecitato i giudici a emettere una condanna a 6 anni. In aula, per la parte civile, l’avvocato Francesca Carnicelli.
C’era anche Abdelkader ad assistere al processo. Era arrivato dal carcere dove, dall’ottobre scorso, era stato rinchiuso al termine delle indagini della squadra mobile. Era stato messo in cella perché incastrato dal dna, oltre che dall’identikit fornito dalla vittima. Gli investigatori avevano vagliato i profili di ben 467 soggetti che avevano caratteristiche fisiche simili a quelle descritte. Gli agenti avevano acquisito i campioni di liquido biologico sia dagli abiti della ragazza sia dall’auto e li avevano poi confrontati con quelli del giovane, quando questi era stato fermato. Per lui, che è noto anche con vari alias, nel dicembre scorso era stato chiesto il giudizio immediato. —
Pierluigi Sposato
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