Gioco
Variante Casalone «Lo dicono le carte: al Comune soltanto 1,1 milioni di euro»
Conti, Pd, torna a criticare la previsione di 240 appartamenti «L’assessore dettagli dove sarebbe l’interesse pubblico»
«Qual è l’interesse pubblico che giustifica la variante del Casalone?». Lo chiede, all’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi, il segretario del Pd di Gorarella, Giuseppe Conti, dal momento che, numeri alla mano, ciò che il Comune ricaverebbe dalla trasformazione di quei circa 15 ettari di terreni agricoli in terreni edificabili, è ben poca cosa, rispetto al vantaggio che trarrebbe la proprietà dalla previsione di edificare, in quella zona, in via Alberto Sordi, circa 240 appartamenti.
I “conti” che fa Conti – che già nelle scorse settimane era intervenuto sull’argomento – si basano su numeri che non sono «interpretazioni dell’ufficio tecnico del Partito democratico, ma fanno riferimento alla scheda della variante», dice, quella che lo stesso Rossi ha proposto alla commissione urbanistica.
Inoltre Conti precisa che, in base a quanto dichiarato dallo stesso assessore, «si tratterà di edilizia sostenibile, quindi i relativi oneri per una specifica norma comunale, vengono ridotti del 50%». Ma veniamo ai numeri.
Gli oneri di urbanizzazione primaria ammontano a circa 321mila euro «e verranno impiegati per la realizzazione delle opere necessarie alla lottizzazione, quindi – scrive Conti – non entrano nella casse del Comune».
Invece «gli oneri di urbanizzazione secondaria, circa 973mola euro verranno impiegati per l’adeguamento del sottopasso, a servizio quindi di una sola parte dei cittadini della zona del Casalone».
Stando a questo ragionamento, entrerebbero nelle casse del Comune solo il contributo di sostenibilità – oltre 304mila euro – e il contributo sul costo di costruzione che è di circa 801mila euro. In tutto circa 1,106 milioni di euro «nulla a che vedere – scrive Conti – con i 3,7 milioni annunciati dall’assessore Rossi». Questo per quanto riguarda le casse pubbliche.
Guardando, però, alle tasche della proprietà dei terreni, il valore di questi ultimi, a seguito della trasformazione della destinazione da agricola a residenziale, è destinato a lievitare e non poco.
«I valori agricoli medi, fonte agenzia delle entrate – scrive Conti – indicano che un ettaro oggi è quotato 9.567 euro, quindi l’area ha un valore attuale di circa 161mila euro». Dal momento in cui quei terreni, che sono agricoli, ma compresi nel perimetro urbano, diverranno edificabili, il loro valore – spiega Conti – deve essere stimato, secondo prassi, «nella misura del 20% del valore immobiliare complessivo, che lo stesso assessore Rossi indica in 50 milioni di euro».
In via prudenziale Conti considera poco più di 47 milioni di euro e così il plusvalore dell’area si avvicina molto a 10 milioni, ai quali «vanno sommati gli utili di impresa pari al 15% del capitale anticipato e quindi ulteriori 2,4 milioni di euro».
Secondo Conti anche i vantaggi del gettito Imu, di cui Rossi ha parlato, sarebbero irrisori. «Nella più rosea ipotesi che le seconde case fossero almeno il 50% di quelle costruite – scrive Conti – il gettito ammonterebbe a circa 130mila euro all’anno, mentre l’Imu sull’area edificabile, produrrà un introito, in cinque anni, di circa 540mila euro» soldi che, secondo Conti, serviranno a coprire le spese di gestione delle aree cedute al comune in quella lottizzazione, «senza alcun vantaggio reale per il resto della città».
Conti chiede all’assessore all’urbanistica di dire dove sia l’interesse pubblico su questa variante, visti i numeri, e lo invita a prendere la matita rossa e a correggere i dati eventualmente errati. Chiede inoltre di spiegare come faccia a dichiarare che, «al netto delle detrazioni previste dal regolamento urbanistico, entreranno nelle casse del comune a beneficio di tutti, ben 3,7 milioni di euro».
«In particolare – prosegue il segretario del Pd di Gorarella – ci faccia capire dove sta l’interesse pubblico, viste le cifre, le fantasiose previsioni sull’Imu e il presunto ritorno economico per tutta la città, peraltro da lei mai concretamente esplicitato, di un singolo intervento localizzato in periferia, avulso da qualsiasi visione e progetto di sviluppo generale del nostro territorio e quindi destinato ad esaurire in breve tempo la sua già dubbia spinta propulsiva per l’intera economia grossetana». —
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