Il Tirreno

Grosseto

Da giorni non dà segni di vita poi alla porta scrive: "Sono vivo"

Elisabetta Giorgi
Un camion dei vigili del fuoco (foto d'archivio)
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Un camion dei vigili del fuoco (foto d'archivio)

Scattano i soccorsi per l’accumulatore seriale che non risponde più al campanello. Sul posto vigili del fuoco, 118 e Municipale che forzano il vetro: lui era fuori casa

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GROSSETO. Non dava più segni di vita e i vicini hanno temuto il peggio. Sul posto, domenica pomeriggio nella zona delle regioni, ecco precipitarsi a sirene spiegate 118, vigili del fuoco e polizia municipale, che dopo aver ricevuto un sos dagli abitanti della zona sono entrati nell’appartamento di un grossetano - hanno forzato un vetro - per verificare se gli fosse successo qualcosa di grave. Per fortuna un falso allarme: il 54enne, che non rispondeva al campanello e non apriva più alla porta da giorni (così pare), semplicemente non era a casa tant’è che - stupito per tutto il trambusto - una volta fatto rientro nell’alloggio si è premurato di lasciare un messaggio sull’uscio: «Non sono morto, sono fuori casa».

“Protagonista” l’accumulatore seriale grossetano che vive nella zona delle regioni: una vicenda nota, la sua, visto che ormai da anni tiene in subbuglio gli abitanti della zona.

La sua storia è finita in tribunale dopo una serie di esposti da parte dei vicini che hanno sollevato il caso e fatto presente i disagi subìti (la sporcizia, i rifiuti accumulati, il cattivo odore che si sprigiona dal suo appartamento per tutto il condominio) attraverso una serie di esposti, denunce e segnalazioni agli enti competenti: Comune, Procura e servizi sociali.

Domani pomeriggio si terrà un’udienza che vedrà nominare come amministratore di sostegno l’avvocato Claudio Boccini (così ha stabilito il giudice tutelare Marco Mezzaluna). L’uomo è assistito dal legale Alessandro Maria Lecci.

Il cinquantaquattrenne vive da solo in un appartamento al secondo piano di una bella palazzina, dove a giugno 2018 gli agenti della polizia municipale che intervennero dopo l’ennesimo esposto - presentato dall’Enpa per liberare quattro gatti - trovarono una situazione oltre ogni limite: topi morti in casa, vermi tra i mobili, un gran caos seminato ovunque. Oggetti accatastati in sala, in camera e nei corridoi. Scatoloni stracolmi dentro l’alloggio, nel giardino e per le scale condominiali. Insomma, un accumulo di materiale, portato avanti da anni in maniera “seriale”.

La situazione resta tuttora irrisolta, tant’è che quando l’accumulatore viene invitato (dagli operatori che cercano di aiutarlo) a gettare nei cassonetti i rifiuti e tutto il materiale accatastato, dopo qualche ora lui va nei cassonetti a riprendersi tutto. Nel cortile (anch’esso condominiale) c’è una vecchia auto parcheggiata, diventata essa stessa un contenitore abnorme di robaccia che straripa nei sedili e nel portabagagli.

I vicini sono estenuati. Anche lungo le scale, appena si varca la porta del condominio nel quale vivono sia lui cge diverse altre famiglie, siamo assaliti da un fetore che percorre i pianerottoli e aggredisce le narici.

Una situazione che a questo punto dovrebbe essere seguita più da vicino, oltreché dai servizi sociali, anche dall’amministratore di sostegno che sarà nominato domani pomeriggio.

L’auspicio è che la situazione trovi preso una soluzione definitiva anche e soprattutto per motivi igienico-sanitari, affinché i condomini e vicini tornino a respirare, ripristinando le condizioni più adeguate. —


 

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