Il Tirreno

Grosseto

SCONTRO A SINISTRA 

L’Anpi contro Antifa «Non gradiamo la sua presenza alle manifestazioni»

L’Anpi contro Antifa «Non gradiamo la sua presenza alle manifestazioni»

L’associazione partigiani d’Italia si smarca dal collettivo «Vogliamo tutelarci dal rischio di nuove provocazioni»

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grosseto. Antifa non è più gradita alle manifestazioni che prevedono la partecipazione dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia. È quanto comunica il direttivo Anpi della provincia di Grosseto, che ha valutato negativamente sia «il fatto che Antifa abbia rifiutato l’invito agli stati generali dell’antifascismo maremmano» sia l’invio di un «comunicato provocatorio e offensivo nei confronti dell’Anpi in seguito alle contestazioni del 25 Aprile»

«Dopo l’8 settembre - scrive il direttivo Anpi della provincia di Grosseto in una nota - quando manifestammo separatamente contro lo svolgimento, vicino alla città, della festa nazionale di una formazione politica dichiaratamente composta da neofascisti, il presidente provinciale dell’Anpi scrisse a Maremma Antifa chiedendo un incontro per superare le divergenze in prospettiva di organizzare una vera e propria riunione. La risposta, a lungo sollecitata da più parti, è di fatto arrivata solamente a fine marzo attraverso il plateale rifiuto dell’invito agli stati generali dell’antifascismo maremmano».

L’Anpi, poi, ricorda le contestazioni del 25 aprile. «Durante il corteo ci sono state urla e contestazioni le quali, anche se formalmente indirizzate al sindaco di Grosseto, avevano chiaramente nel mirino Anpi, colpevole dell’inaccettabile accusa di averlo invitato. A queste persone è doveroso rammentare che il Comune era presente, al pari dell’Associazione dei partigiani, in qualità di promotore della manifestazione. Al sindaco, come già avvenuto nel passato, abbiamo certamente molto da rimproverare. Siamo tuttavia capaci di distinguere il momento in cui egli rappresenta legittimamente la città rispetto ad azioni che altresì lo vedono partecipe di atti politici negativi compiuti dalla maggioranza che lo sostiene.

Impossibile, infine, non menzionare quanto avvenuto lungo corso Carducci, con alcune persone che hanno provato ripetutamente ad impedire allo striscione dell’Anpi, quale organizzatrice della manifestazione, di prendere il proprio posto alla testa del corteo. Ostruire la via con aste di bandiere di partito è stato un atto di prevaricazione».

L’Anpi sostiene anche che Antifa, in quell’occasione, abbia intimato al sindaco «di non presentarsi in piazza. Ciò ha connotati illiberali e agghiaccianti. Vogliamo credere nell’inconsapevolezza dei responsabili, tuttavia senza una nostra forte reazione questi gesti potrebbero danneggiare gravemente l’Antifascismo, isolandolo dalla coscienza civile e democratica dei nostri concittadini. In gioco c’è infatti la libera espressione del pensiero. Si può dissentire, ma senza negare ad alcuno l’esercizio di questo diritto sancito dalla Costituzione».

Per l’Anpi le suddette azioni, «in assenza di doverose scuse, rendono impossibile ogni futura interlocuzione. È opportuno ricordare che i partigiani si sono liberamente associati dando vita all’Anpi, che ne è l’unica e legittima rappresentante riconosciuta. Non si può aggredire l’Anpi senza offendere chi si è battuto contro il fascismo e per la libertà. Mancando un chiaro e inequivocabile ripensamento, Antifa e suoi fiancheggiatori non saranno graditi alle manifestazioni promosse o che vedano la partecipazione dell’Anpi. Se necessario faremo ricorso anche alle garanzie di legge per tutelarci dal rischio di nuove provocazioni».

Il direttivo provinciale dell’Anpi conclude ricordando l’importanza di una strategia d’unione in grado di « contribuire al superamento dei problemi la cui mancata soluzione genera il clima che alimenta la destra estrema». —

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