Sicurezza
Due ore di show: salite e rotatorie i punti top per il tifo da bordo strada
I consigli di Max Lelli su dove “appostarsi”. Gettonatissimi Poggio l’Apparita e il rettilineo finale per la volata a Orbetello
Sarà che nel solco di quelle ruote è scritta un po’ anche la storia d’Italia (e degli italiani). Sarà che la bici – sia che sfrecci in un circuito di gara, sia che trasporti i sacchetti della spesa o ti accompagni a scuola – è il mezzo più usato e amato in questo Paese. Sarà che in nessun altro sport basta scendere in strada, a volte solo affacciarsi dalla finestra, e vedere una delle competizioni più importanti al mondo a un palmo di naso. Mettetela come volete, ma una cosa è certa: il Giro d’Italia è uno spettacolo senza eguali e non bisogna essere esperti per sentire l’emozione che sale a ogni pedalata.
Oggi quell’emozione batterà forte in provincia di Grosseto, dove è attesa la terza tappa. Duecentoventi chilometri, da Vinci (Firenze) a Orbetello, la marea rosa partirà alle 12,09 ed entrerà nel Grossetano dal bivio di Montieri alle 15,05 circa. Per un paio d’ore la gara attraverserà il territorio (il dettaglio di strade e orari nella pagina accanto), fino al traguardo di Orbetello, previsto alle 17 circa. E, c’è da giurarci, saranno una valanga quelli che non vorranno perdersi lo spettacolo dal vivo. Ma in quali punti del percorso conviene “appostarsi” per godersi al meglio lo spettacolo? Il Tirreno lo ha chiesto a Massimiliano “Max” Lelli, il “mancianese volante”, veterano del Giro e del Tour, che quest’anno corre nel Giro d’Italia E-Bike.
«In questa tappa arriveranno in volata al 99 per cento – spiega Max Lelli –. È una tappa abbastanza in piano e soprattutto nel finale, c’è da scommetterci, tutti giocheranno le proprie carte». Ieri è stata una prima fase di studio dei “treni”, quelli cioè che lanciano la volata al velocista. «La tappa Vinci-Orbetello si annuncia qualcosa di più: mi auguro di vedere una bellissima volata sul rettilineo finale», dice ancora. Una volata che sarà sì spettacolare, ma complicata da godersi appieno dal vivo. «Duecento corridori che ti passano davanti in dieci secondi, be’, non è che li vedi benissimo», dice Max. «Spero in un po’ di vento sulla laguna, che soffi in modo trasversale ai corridori: senza vento il gruppo si appalla un po’ e, oltre al fatto che gli spettatori lo seguono peggio, c’è anche un più alto rischio di cadute».
Dunque, quali sono i punti strategici dove godersi appieno lo spettacolo? «Consiglio di seguire la gara in posti dove ci sono strappi o salitelle – spiega Lelli – Ad esempio è molto carina la salita di Montiano all’Apparita, perché lì passeranno un po’ più piano». Per chi resta in città, la parola d’ordine è rotatoria. «Sicuramente nelle rotatorie si rallenta e gli spettatori seguono meglio».
L’importante, ad ogni modo, è esserci. «Il ciclismo è uno sport duro, faticoso, rischioso. E per i corridori avere il sostegno della gente è importantissimo. Esserci, a bordo strada, è anche un modo per portare rispetto a chi corre». —
Altri servizi alle pp. 12 e 13
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