Sicurezza
Di Giacinto sulla Tari «Gestione fallimentare»
follonica. Torna a parlare di Tari il candidato sindaco del centrodestra Massimo Di Giacinto e spiega quali potrebbero essere a suo parere alcune soluzioni realizzabili in futuro.
Di recente Andrea Benini, sindaco uscente e candidato alle elezioni del 26 maggio, e l’assessora Mirjam Giorgieri hanno illustrato le motivazioni dell’incremento della tassa rifiuti per il 2019 ma hanno anche prospettato soluzioni e bonus per l’abbattimento dei costi. «Se la Tari è aumentata e i servizi resi alla città sono evidentemente insoddisfacenti, non si può che parlare di fallimento – dice Di Giacinto – E non vale giustificarsi con i guai giudiziari che hanno investito il gestore; assolversi con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 50% mentre l’obiettivo di mandato era il 70%; condannare le modalità di entrata in vigore del nuovo sistema di ripartizione dei costi che prevede che ogni Comune paghi quanto effettivamente dovuto per la totalità del servizio».
Per Di Giacinto occorre cambiare: «La premessa indispensabile è acquisire e mantenere un peso politico in sede di assemblea Ato, dove vengono prese le decisioni – dice – Penso che l’amministrazione uscente non sia stata capace di averlo, visto che non ha saputo imporre la propria causa anche per le ripetute assenze nelle sedute. Quanto alla strategia, il punto fermo è la contrarietà all’inceneritore, vecchio o nuovo che sia, che da sempre ci vede in prima linea».
L’intenzione espressa da Di Giacinto è quella di procedere a una revisione, valutando se sia il caso di porre in atto correttivi introducendo in tutta la città i cassonetti dotati di un sistema a scheda che indichi con precisione la quantità di rifiuti prodotti da ogni singolo cittadino. —
G.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google