Il Tirreno

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Ventotto giorni per una raccomandata E l’appuntamento salta

Fiora Bonelli

La lettera è partita il 10 aprile dalla Puglia e il 7 maggio  è arrivata sull’Amiata. La protesta di una cittadina 

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Lungaggini delle Poste. E non solo per la corrispondenza ordinaria, ma anche per le raccomandate.

Per una raccomandata una signora di Santa Fiora ha dovuto aspettare 28 giorni. «Era una comunicazione importante da ricevere entro il 5 maggio», attacca Adriana Giglioli. La signora abita a Santa Fiora e racconta la storia di una lettera raccomandata che è riuscita ad avere consegnata dopo quasi un mese.

«Ma quando è arrivata – dice – l’appuntamento a cui avrei dovuto partecipare grazie a quella raccomandata, era già passato da un pezzo».

Ecco come sono andate le cose, così come le racconta la stessa signora Giglioli. «Lo scorso 10 aprile parte una raccomandata dall’ufficio postale di Fasano, in Puglia, indirizzata alla mia abitazione di Santa Fiora – spiega –. A Santa Fiora non so proprio quando la raccomandata sia arrivata, perché oggi non mettono più nemmeno timbri e date sopra la corrispondenza. Io nel frattempo avevo attivato con Poste un servizio “Seguimi”».

“Seguimi” è il nome dato da Poste Italiane a un servizio di consegna personalizzata della corrispondenza, creato per andare incontro ai problemi delle persone che si trasferiscono altrove, in modo definitivo, o per un determinato periodo. Il servizio, a pagamento, consente, infatti, di ricevere al nuovo recapito indicato, la corrispondenza inviata al vecchio indirizzo.

E al nuovo indirizzo della signora, la raccomandata è arrivata il 7 maggio. «La raccomandata – dice – è giunta all’ufficio postale di Ostuni (Puglia), località in cui provvisoriamente mi trovavo, il 7 maggio, a distanza, dunque, di quasi un mese. Facendo tutti i debiti calcoli, penso che alle Poste di Santa Fiora, dove la raccomandata è arrivata come prima destinazione, sarebbero dovuti occorrere al massimo, proprio largheggiando, diciamo quattro giorni per inoltrare la raccomandata al mio nuovo indirizzo di Ostuni. Ben 28 giorni ci sono voluti per avere quella lettera, che a quel punto nemmeno serviva più, in mano. E io mi sono stufata di questa cosa, anche perché non è la prima volta che a Santa Fiora si verificano consegne ritardate, disservizi vari».

Più volte la signora ha fatto presente il disservizio agli uffici postali di Santa Fiora e a di Arcidosso. «Dopo le mie vibrate proteste – aggiunge – per qualche mese è andato tutto bene. Ma, passato un po’ di tempo, tutto è tornato come prima. E adesso questa esagerazione. Ma le Poste non dovrebbero essere per i cittadini un servizio sicuro e puntuale?».

Poste italiane riconosce che la raccomandata è stata «disguidata» ma – aggiunge l’azienda – un caso isolato e non è questione dell’ufficio di Santa Fiora, perché, altrimenti, sarebbe dovuto accadere al medesimo modo per tute le raccomandate. Gli altri disservizi che la signora attribuisce a quell’ufficio postale, infatti, sono stati superati. Erano avvenuti nel momento di riorganizzazione della consegna della posta, quando i nuovi portalettere non conoscevano bene gli indirizzi. Ma questo caso è diverso. C’è stato un gap (divario) da qualche parte che però non siamo in grado di definire. La raccomandata ha fatto un doppio percorso col servizio “seguimi” e durante le vacanze pasquali. Ma questo non giustifica assolutamente il mese trascorso per consegnare una raccomandata. Un caso isolato, ripetiamo».

Invece, purtroppo segnalazioni a pioggia, da moltissimi cittadini dell’Amiata, arrivano per il ritardato arrivo delle lettere per il pagamento della Tari, la cui prima rata scadeva il 5 maggio e che quasi tutti, a questo punto, pagheranno in ritardo. —

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