Il Tirreno

Grosseto

Nuovo carcere, sì al trasferimento nell'ex caserma

Pierluigi Sposato
Nuovo carcere, sì al trasferimento nell'ex caserma

La struttura di via Saffi rimarrà aperta fino alla disponibilità dei nuovi locali

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GROSSETO. Nuovo carcere, ci siamo: sarà realizzato nell'area dell ex caserma Barbetti (o Ansaldo) di via Senese e quello di via Saffi rimarrà aperto fino alla disponibilità della nuova struttura.Scongiurata dunque la chiusura al termine del secondo incontro istituzionale convocato dalla prefetta Cinzia Torraco. La quale insieme ad Andrea Pessina (soprintendente ad interim per le province di Siena, Grosseto, Arezzo), referenti del Dipartimento amministrazione penitenziaria (l'architetto Ettore Barletta), della Difesa e del Comune, ha svolto un sopralluogo nella caserma. Il provveditore regionale per l'amministrazione peniteziaria, Antonio Frullone «dopo aver visitato in mattinata la caserma Barbetti - si legge in una nota della Prefettura - ha fatto presente che il sito riveste particolare interesse per l'Amministrazione penitenziaria e l'impulso assicurato costantemente dal prefetto e dai rappresentanti delle istituzioni presenti al tavolo, consente di ritenere ampiamente realizzabile l'obiettivo strategico dell'Amministrazione che consiste nella realizzazione del nuovo carcere».

Il Dap non chiuderà per ora via Saffi «riservandosi di valutare e monitorare il cronoprogramma ed i diversi adempimenti previsti, anche in sede di tavolo istituzionale, relativi alla realizzazione del nuovo istituto penitenziario». E secondo la Prefettura «le istanze del territorio che consentono anche di avviare realisticamente i lavori per il nuovo carcere». Il Dap ha già formalizzato al Ministero della difesa «con celerità la richiesta di acquisizione della caserma».Presenti all'incontro l'assessore comunale Fabrizio Rossi e il consigliere provinciale Bruno Ceccherini, il questore, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza, la task-force valorizzazione e dismissione immobili non residenziali del Ministero della difesa, il direttore della casa circondariale, responsabile del Demanio Toscana e Umbria, il responsabile del Presidio militare territoriale e il referente della Regione ToscanaAttualmente, in via Saffi non vengono ospitati più di venti detenuti.

Il nuovo carcere come sarà? Stando alle linee guida nazionali, conosciute agli operatori degli istituti penitenziari, un carcere deve poter ospitare almeno cento detenuti per non essere definito antieconomico. Non è ancora dato sapere, in questa fase, il numero dei detenuti per la nuova struttura. La quale, comunque, presenta alcuni vantaggi per una parziale agibilità e disponibilità delle strutture già presenti. Ad esempio i capannoni: strutture da destinare non alle celle ma alle attività lavorative da far svolgere all'interno del carcere ai detenuti. Attività che non sono possibili nella struttura di via Saffi ma che possono avere luogo nel nuovo carcere. Le ditte potrebbero essere interessate a far svolgere i detenuti alcune attività lavorative; i detenuti potrebbero essere interessati a imparare un lavoro, in modo anche da trovare più facilmente un inserimento nel mondo del lavoro a pena espiata. Ci sono casi, conosciuti anche questi agli operatori degli istituti penitenziari, di ditte che hanno poi assunto quegli stessi ex carcerati.

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