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Cna perplessa su decreto Crescita e Sblocca cantieri «Servono novità»

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grosseto. Perplessità sui recenti provvedimenti del Governo, contenuti nel decreto Crescita e nello Sblocca cantieri, è espressa dalla Cna, confederazione nazionale dell’artigianato e della piccole e media impresa.

«La possibilità di scontare direttamente in fattura l’importo della detrazione fiscale sui lavori di efficientamento energetico e di prevenzione del rischio sismico, prevista dal decreto Crescita, rappresenta un pericolo per le imprese e potrebbe bloccare la riqualificazione degli edifici - scrive Cna in una nota - Nel decreto Sblocca cantieri, invece, sono state aggiunte misure che rendono più difficile, per le piccole e medie imprese, l’ accesso alle gare di appalto».

Per quanto riguarda l’efficientamento energetico, spiega Cna, con le nuove norme si stabilisce che chi ha diritto alla detrazioni fiscali del 65% in dieci anni può optare per un rimborso di pari importo anticipato dall’impresa fornitrice del lavoro. «Lo sconto in fattura penalizza gli artigiani e le piccole imprese che non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per dilazionare nel tempo il recupero di una parte rilevante del pagamento», dice Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto.

Il provvedimento, inoltre, secondo Cna «concentrerebbe il mercato sulle poche imprese più dotate finanziariamente, le quali potrebbero lavorare come monopoliste, godendo di un vantaggio competitivo.

Dovrebbero poi subappaltare i lavori alle piccole imprese con condizioni per loro penalizzati ed escludendo dal mercato quelle che non hanno credito di imposta da utilizzare in compensazione».

Bramerini, poi, aggiunge che «anche dal decreto Sblocca cantieri ci aspettavamo maggiore attenzione verso le piccole imprese. Invece al Codice degli appalti sono state addirittura introdotte modifiche peggiorative rispetto a quelle inserite nell’ultima legge di Bilancio. L’affidamento diretto viene ridotto da 150mila a 40mila euro e la quota di subappalto è incrementata dal 30 al 50%. Non è stato previsto alcunché sulla suddivisione in lotti dei grossi appalti, né per valorizzare le imprese del territorio. Servono al più presto correttivi. L’edilizia e i settori ad essa connessi, che più di altri hanno pagato il prezzo della crisi, si aspettano da questi provvedimenti azioni efficaci per rivitalizzare l’economia del Paese. Ecco perché chiediamo ai parlamentari eletti nel nostro territorio di lavorare affinché vengano apportate le correzioni che Cna ha chiesto». —

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