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massa marittima: parla una testimone 

«Sentendo rumori dal casale ho capito che erano i vandali»

G.S.
«Sentendo rumori dal casale ho capito che erano i vandali»

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MASSA MARITTIMA. Sono due i testimoni che si sono fatti avanti per raccontare quanto accaduto al casale di Massa Marittima di proprietà di Edea Conti e Francesco Doldi, due persone che stanno aiutando a ricostruire quanto avvenuto il 3 maggio in quell’abitazione isolata sotto alle mura massetane.

Il casale è in fase di restauro e i vandali hanno divelto gran parte dei nuovi infissi in legno, hanno rotto le e hanno staccato e gettato nel prato i termosifoni. Accedendo al tetto e servendosi di un piccone hanno poi rotto molte delle tegole. Durante il furioso raid uno dei vandali deve inoltre essersi tagliato, forse con uno dei tanti vetri rotti o con una delle tegole spezzate, e, servendosi del suo stesso sangue, ha disegnato una svastica su uno dei portelloni del portico. Danila Vera Pelosi è la donna che ha chiamato la signora Conti raccontandole di aver sentito grida e rumori inequivocabili provenire dal casale, quel 3 maggio dopo le 13: «Ero sotto alle mura per una passeggiata con il cane – racconta la testimone al Tirreno – vado lì tutti i giorni abitualmente. Venerdì scorso ho avvertito dei rumori che hanno richiamato la mia attenzione: ho sentito dei colpi molto violenti e della urla provenire dal casale e ho capito subito cosa stava accadendo».

La donna ricordava infatti che lo scorso ottobre i carabinieri di Massa Marittima avevano sorpreso dei ragazzi dentro a quello stesso casale mentre stavano imbrattando le pareti con delle bombolette spray, le stesse che pochi giorni prima erano state usate per fare delle scritte sulle mura massetane. «Non è la prima volta che dei vandali prendono di mira quel casale – spiega – e quindi quando ho sentito i rumori ho subito pensato ad un nuovo atto vandalico». La donna si è così rivolta alle forze dell’ordine: «Ho chiamato i carabinieri alle 13.20, non so però a che ore fosse iniziato tutto. Li ho chiamati con la speranza che i vandali, probabilmente dei ragazzi per le urla che sono riuscita a sentire, venissero colti sul fatto ma così non è stato». I carabinieri, che oggi stanno conducendo un’indagine per risalire ai responsabili, sono giunti al casale quando i vandali purtroppo erano già andati via. C’è poi un secondo testimone che avrebbe visto qualcuno venire via dal casale lungo la stradina sterrata che porta verso il parco della Rimembranza ma su questo c’è molta riservatezza. — G.S.

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