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Patanella, le sterne abbandonano l’isolotto In venti anni non era mai accaduto: è giallo

Giovanna Mezzana
Patanella, le sterne abbandonano l’isolotto In venti anni non era mai accaduto: è giallo

Sopralluogo di Wwf e guardie provinciali, escluso l’attacco di predatori. L’associazione valuta una denuncia contro ignoti

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È un mistero su cosa sia accaduto nell’isolotto che custodisce i nidi delle sterne di fronte a Patanella. Dopo i lavori di ripristino della “culla” poggiata sull’acqua della Laguna, portati avanti dal Wwf e da tanti volontari e conclusi – per quest’anno – a metà marzo, era cominciato l’approdo delle sterne, che erano state entusiaste spettatrici delle ultime manovre di preparazione del loro habitat, allestito con canne, balle di iuta, sabbia e conchiglie. Da sabato l’isolotto nel cuore dell’Oasi è tristemente deserto: è come se, all’improvviso, fosse stato abbandonato. In massa. Non era mai accaduto nulla di simile, da vent’anni a questa parte, cioè da quando durante un’opera di creazione di alcuni canali della Laguna, il Wwf aveva chiesto alla Regione se un po’ di fanghi (da smaltire) potevano essere impiegati per costruire approdi sicuri per alcune specie di volatili: obiettivo, aumentare la biodiversità dell’Oasi. Così spuntarono tre isolotti grandi e uno più piccolo. Fu un’idea lungimirante che ha portato a risultati importanti, tant’è che la Regione lo scorso anno ha finanziato altre due isolette galleggianti. La più nota e scrutata dai birdwatcher è una di quelle “originarie” che – per 47 metri di lunghezza e 8 di profondità – si staglia davanti al “belvedere” di Patanella. Ed è quella abbandonata. «A volte è capitato che gli uccelli venissero spaventati da qualcosa – spiega Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma – e che abbandonassero l’isolotto, ma sono sempre tornati». Dopo l’allerta dei volontari, il Wwf ha fatto un sopralluogo con le guardie provinciali, «per verificare – descrive Cianchi – se c’erano tracce di un attacco di predatori (rapaci o mammiferi, volpi o cinghiali) – ma abbiamo escluso questa ipotesi. È molto più probabile che abbiano subito un disturbo antropico». In altre parole, «qualcuno nella notte potrebbe aver raggiunto deliberatamente l’isolotto». Il Wwf sta valutando se procedere con una denuncia contro ignoti. Chi può avere interesse a far naufragare un progetto portato avanti con dedizione dai volontari del Wwf, e che lo scorso anno consentì di custodire 79 nidi con in media tre uova ciascuno – 70 nell’isolotto originario e nove sulle isole galleggianti – e cinque nidi di cavaliere d’Italia? Fatto 100 l’impegno, il risultato per altro non è mai della stessa entità: non tutte le uova si schiudono, non tutti i piccoli sopravvivono. –

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