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Caso Tacconi: «Benini non era tenuto a sapere»

Giulia Sili

Bolici spiega che non è del sindaco la competenza sulla malattia dei dipendenti. M5s: «L’aspetto politico resta rilevante»

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È stata necessaria più di un’ora e mezzo per discutere a porte chiuse del caso della dipendente comunale e segretaria del Partito Democratico Cinzia Tacconi, segnalata dai consiglieri M5s e Lega perché vista partecipare a incontri a sostegno della candidatura di Andrea Benini durante un periodo di malattia.

Ieri pomeriggio, in attesa di fronte alla sala consiliare, si sono presentati in molti per ascoltare le parole dei consiglieri. La riunione si è svolta in due momenti distinti: la prima parte della commissione si è svolta a porte chiuse per discutere della responsabilità della dipendente (protetta da privacy); in un secondo momento, invece, a porte a parte, si è parlato delle responsabilità del sindaco Benini e dell’assessora al personale Mirjam Giorgieri. È stato così possibile chiarire quello che il sindaco e l’assessora erano tenuti a sapere sulla condizione della dipendente comunale che esercita anche un ruolo politico rilevante per la città.

A chiarire la questione è stata la presidente dell’ufficio procedimenti disciplinari e segretario generale Serena Bolici, che ha spiegato che è lei la responsabile del personale, e che lei stessa ha il compito di organizzare e controllare i dipendenti. Il sindaco invece, nonostante sia responsabile dell’amministrazione, non è necessariamente messo al corrente di un’assenza di uno dei dipendenti proprio perché l’assenza per malattia è un dato protetto dalla privacy.

È l’ufficio del personale che recepisce i certificati di malattia e quando esiste un dubbio sulla veridicità della cosa viene mandata, sempre dalla responsabile del personale, una visita fiscale. Insomma dall’incontro è emerso che il sindaco e l’assessora non erano tenuti a conoscere il regime che regolamentava l’assenza della dipendente. «Ci saranno persone incaricate di fare gli accertamenti – ha detto il consigliere M5s Gabriele Cecchini – Noi riteniamo prevalente l’aspetto politico perché ci troviamo di fronte alla segretaria del Pd e poi la questione morale non è da sottovalutare perché con il comportamento portato avanti dal dipendente è stata lesa l’immagine del Comune».

«Ero a conoscenza del problema della dipendente – ha ribadito Giorgieri – ma non ero a conoscenza del regime per il quale la dipendente si fosse assentata dal lavoro. Ero presente quando la dipendente in questione si è fatta vedere in pubblico e mi sono chiesta se fosse regolare ma ho dato per scontato, per fiducia, che potesse essere lì». «Il problema è stato posto in modo legittimo dai consiglieri 5 Stelle – ha detto Benini – Nessuno lo vuole negare e credo che si debba trattarlo per quello che è: c’è stato un errore che non va sottovalutato ed è stato ammesso dalla dipendente ma si tratta di una situazione in cui la malattia c’era e c’è tuttora. Sapevo della malattia e dell’intervento ma non sapevo di un sistema di deroghe eventuali che ci potevano essere. La distinzione delle competenze va detta con grande sincerità e tengo a precisare che il meccanismo della fiducia tra la parte politica e la parte tecnica è una costante». –



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