Sicurezza
Ipotesi Zecchini per ospitare la Pianese Neopromossa in C deve adeguare lo stadio
Tanti i grossetani che hanno militato e militano ancora nella squadra bianconera, da Sabatini a Giustarini
la storia
GABRIELE BALDANZI
«Orgoglioso di aver giocato per voi quattro anni. Grande Pianese» (Vincenzo Sabatini, ex portiere del Grosseto). «Ha vinto chi se lo è meritato. L’impresa della Pianese mi ricorda noi, nove anni fa, quando alla gioia per essere approdati nei professionisti, subentrò il timore di dover organizzare tutto per essere all’altezza di un mondo totalmente nuovo e sconosciuto» (Filippo Vetrini, direttore generale del Gavorrano). «Per chi come me è attaccato a quella maglia ed è orgoglioso di averla indossata per dieci anni è una gioia immensa. Solo chi ha vissuto Piano sa quanto impegno e quanto amore la gente e la dirigenza comunicano ai giocatori. Un traguardo meritato» (Marzio Flavio Morini, ex sindaco di Scansano e capitano della Pianese negli anni Novanta, dopo aver militato nel Grosseto).
Piancastagnaio è un paese che incorona l’Amiata sul versante senese della montagna. Si trova a dieci chilometri dal confine della provincia e la eco dell’impresa calcistica compiuta dalla squadra locale, nella stagione appena conclusa, è stato avvertito nitidamente anche nel capoluogo maremmano e negli altri paesi del comprensorio amiatino.
La squadra condotta da mister Marco Masi ha vinto infatti il campionato di Serie D e da settembre militerà tra i prof. Un sogno per una piccola realtà di poche migliaia di abitanti, un prestigio enorme per l’Amiata. Luciano Brogi, origini pianesi, pensionato di Banca Toscana, da 35 anni residente a Grosseto, è uno dei tifosi più fedeli dei bianconeri. In questa stagione sempre presente in casa e fuori. Fa parte del “Cascio”, quel gruppo di supporters che – temprato al freddo, all’acqua, alla neve – occupa da una vita i gradoni del campo sportivo comunale. «È stata una delle gioie sportive più grandi che ho mai vissuto – racconta Brogi – Come ogni anno siamo partiti per fare un campionato tranquillo. Le prime giornate la squadra ha faticato, poi è iniziata una rimonta formidabile. Incontrando le avversarie ci rendevamo conto di non essere inferiori a nessuno. Io credo che un segreto della Pianese, al di là della passione della proprietà, risieda nel buon senso e nella competenza dei dirigenti, tutti ex calciatori bianconeri, quando la squadra era nelle categorie minori». È proprio Brogi, insieme a Vincenzo “Tyson” Sabatini, a snocciolare i nomi dei tanti grossetani che in passato hanno indossato la maglia delle zebrette: Fausto e Matteo Gorelli, l’ex portiere Renzo Lenzi e un altro famoso numero uno come Giacomo Mazzi (ex Empoli). Prima ancora Luciano Adigetti, Riccardo Turetta, Walter Puccini, Rossano Riccò e Attilio Sabatini, il granata Fabrizio Stringardi e Francesco Ripaldi, il mitico bomber Romeo Guscelli; più di recente Francesco Nieto, Niccolò Rosati, Matteo Franchi e Giulio Faenzi.
Maurizio Sani, il presidente, è conosciuto in Maremma come imprenditore di successo con Stosa Cucine, main sponsor della squadra amiatina. Così come stimato, da queste parti, è il direttore tecnico Renato Vagaggini. Nella Pianese militano il grossetano Michele Giustarini (classe 1994) e l’ex torellino Gino Bernardini (francese di nascita); inoltre vi ha giocato fino a dicembre anche il follonichese Andrea Bracciali, poi trasferitosi al Gavorrano.
Ma c’è un altro aspetto che potrebbe presto legare Pianese e Grosseto: lo stadio. «Il passaggio in serie C – ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco Luigi Vagaggini – comporta inevitabilmente la necessità di effettuare una serie di lavori e adeguamenti normativi richiesti dalla Lega. Un investimento in linea con un progetto che in futuro farà dell’Amiata un polo del turismo sportivo. I lavori partiranno dopo il palio, a fine agosto». Nel frattempo, se non verranno concesse deroghe, la Pianese potrebbe venire allo Zecchini a disputare le prime partite di campionato.
È una possibilità concreta, di cui è già stato informato anche l’assessore allo sport Fabrizio Rossi. Lo conferma il pianese Alessandro Bocchi, magistrato del Palio, che vive Grosseto dal 2007, dove esercita la professione di avvocato: «Lo straordinario traguardo raggiunto dalla società del mio paese ha accelerato i tempi sul progetto di restyling dello stadio e sull’ippodromo. Confermo che esiste la possibilità di disputare qualche partita della prossima stagione a Grosseto». —
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