Il Tirreno

Grosseto

il caso 

«Hanno pignorato la nostra casa al Giglio ma i debiti sono pagati»

Pierluigi Sposato
«Hanno pignorato la nostra casa al Giglio ma i debiti sono pagati»

Un commercialista lamenta di essere vittima di ingiustizia La vicenda nata nel lontano 1992 per un mutuo milionario

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ISOLA DEL GIGLIO. Il contenzioso va avanti da 27 anni. È iniziato, a Verona, con un mutuo richiesto per il restauro di un palazzo di pregio e da qualche tempo ha un risvolto nella nostra provincia, con un’ipoteca posta su una casa a Isola del Giglio. L’azione è stata promossa nei confronti di un commercialista e consulente aziendale, Orazio Meroni, il quale non solo contesta davanti al giudice l’efficacia dell’esecuzione immobiliare datata 2012 ma afferma anche di essere vittima di un’azione ingiusta perché sarebbe già avvenuta (addirittura nel 2008) la liberazione dal debito contestato. E Meroni ha deciso di rendere nota la sua vicenda, che riguarda anche la moglie Nadia Tambara, anche su queste pagine, perché ritiene di essere al centro di una richiesta ingiusta.

Tutto era nato nel periodo 1992-1994, quando Meroni aveva chiesto e ottenuto da una banca cinque mutui ipotecari per 1 milione e mezzo di euro: lo scopo era il restauro di un immobile storico, vincolato, a Verona. «I crediti erano andati in sofferenza - spiega Meroni - la banca estingueva i conti correnti, annotava un’ipoteca e quantificava in 2,1 miliardi il debito». Da quel momento la questione si fa particolarmente complicata: una cessione di crediti a una società, una stima del valore dell’immobile per 6 milioni di euro, un ricalcolo viziato da anatocismo, una transazione dopo la contestazione della quantificazione dei debiti, una riduzione del debito certificata dal notaio, versamenti. Siamo nel 2008 e a quel punto, sottolinea Meroni, «il debitore ha versato 4 volte il capitale dei mutui ipotecari erogati in 14 anni. Lo certificano i documenti. Da 1,8 milioni a 7,4 milioni; di questi ultimi, 3,2 sono il rimborso dell’eccedente (al 2010), 4,2 la quota spettante ai debitori. Questa situazione economico-finanziaria non è mai stata contestata». Invece, aggiunge Meroni «la transazione aveva una clausola risolutoria che è stata adempiuta dal punto di vista sostanziale e legale e ha prodotto effetti reali liberatori non rispettati e non ancora applicati».

Insomma, le ipoteche sarebbero state azzerate, e da un pezzo, e sempre secondo Meroni, «l’attività giuridica successiva al 2008 messa in atto dai creditori a Grosseto è erronea e totalmente annullabile, per l’inesistenza del credito ma anche per il debito della cessionaria milionario al 2010». Dal 2010 sono stati tolti a Meroni il palazzo di Verona, cinque autorimesse e «l’unica casa di proprietà di mia moglie a Giglio Castello, e una cantina», un’ipoteca per 50mila euro. La causa è ancora aperta davanti al Tribunale di Grosseto. —

Pierluigi Sposato

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