Il dolore
Diverbio tra Ferri e Pizzichi Lei: ha esagerato. E lui si scusa
Tutto è partito da una disquisizione tecnica sulla commissione per il caso Tacconi Il consigliere urla di uscire alla collega che non doveva essere presente. Il racconto
«La rabbia è tanta per quello che è successo – dice la consigliera Pd Paola Ferri – Durante quella riunione si è esagerato. E dispiace vedere il modo in cui viene fatta politica».
Lunedì pomeriggio nella riunione dei capigruppo che si è tenuta in Comune è scoppiata una forte discussione, tanto che alla fine la consigliere Paola Ferri, 72 anni, è uscita dalla stanza dietro alle grida del consigliere Daniele Pizzichi, 27 anni. Il comportamento dell’esponente della Lega, che è anche candidato al consiglio comunale per la lista capeggiata da Massimo Di Giacinto, ha scatenato le reazione di molti, indignati per il modo in cui il giovane consigliere si è rivolto alla collega.
«Il motivo che ha portato a quella reazione è una banalità – spiega Ferri – Mi trovavo in Comune per partecipare alla commissione sulla Tari che si sarebbe dovuta tenere alle 18 e, dato che ero in anticipo, ho chiesto di poter essere presente anche durante la riunione dei capigruppo che si sarebbe svolta di lì a poco. Cosa che mi è stata accordata. Durante la riunione Pizzichi si è poi alterato molto e si è rivolto a me urlando e dicendo che me ne sarei dovuta andare».
Tutto è partito da una discussione su un’altra commissione, la quinta, quella convocata da Pizzichi per discutere del caso della dipendente comunale e segretaria del Pd Cinzia Tacconi che ha partecipato a un incontro elettorale del sindaco e candidato Andrea Benini durante un periodo di malattia (e quindi di astensione dal lavoro): «Si è cominciato a parlare – racconta Ferri – e la segretaria comunale ha spiegato che la quinta commissione non era quella di competenza per discutere del caso Tacconi. La commissione giusta sarebbe stata la prima e quindi, tecnicamente, quella convocata da Pizzichi avrebbe dovuto essere annullata. Di fronte a queste affermazioni – continua Ferri – Pizzichi si è alterato e ha alzato la voce. Io ho semplicemente detto al giovane consigliere che avrebbe dovuto calmare il tono e lui si è scagliato contro di me: “Vai fuori, tu non ci dovresti nemmeno essere qui, fuori, fuori, fuori! ” mi ha urlato». Così la consigliera è uscita dalla stanza: «Di fronte a quella maleducazione ho preferito uscire».
«È vero – racconta Pizzichi – i toni si sono accesi, ma nessuno è stato offeso personalmente, tanto meno la Ferri. Però la discussione era scivolata su tecnicismi e se si voleva essere puntuali allora la consigliera, non essendo una capogruppo, non avrebbe dovuta essere lì. Quindi le ho detto di uscire ma non l’ho offesa». Pizzichi si è voluto scusare: «Quando sono uscito ho chiesto scusa – dice – Io non pensavo di averla offesa ma, se così è stato, me ne dispiaccio. Credo però anche che si dovrebbe parlare dell’aumento della Tari piuttosto che di questo».
«È inaccettabile che il rappresentate della Lega agisca così – ha commentato il sindaco Benini – Di Giacinto prenda le distanze. Non è una strumentalizzazione da campagna elettorale, ma una prova di civiltà». E Di Giacinto interviene: «Non permetto a nessuno di strumentalizzare la vicenda per attaccare la coalizione di centrodestra. Chi mi conosce sa bene che il mio modo di agire è improntato al rispetto degli altri, sempre e comunque. Sarebbe davvero triste se il centrosinistra usasse questo episodio per distogliere l’attenzione dai veri temi della campagna elettorale».
«Ho vissuto nella scuola per quarant’anni – ha concluso Ferri – e sono abituata a trattare con i giovani come lui: so vedere quando si travalica il rispetto e la decenza dei rapporti umani». –
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