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Di Giacinto: «Il sindaco critica ma il piano strutturale, dov’è?»

G. S.
Di Giacinto: «Il sindaco critica ma il piano strutturale, dov’è?»

Il candidato del centrodestra  replica agli “appunti” fatti  al suo programma elettorale «Il centrosinistra lascia la città senza strumento urbanistico»

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follonica. Ieri il sindaco di Follonica Andrea Benini aveva commentato il programma elettorale del candidato di centrodestra Massimo Di Giacinto parlando di «un eccessivo consumo di territorio e un piano di opere impattanti che non tengono conto di una reale analisi finanziaria; ma anche un sistema della sicurezza che si basa esclusivamente sul controllo, mancanza di tempi fondamentali come lavoro e sociale» e, soprattutto, «tante promesse con poche prospettive». Arriva la replica.

«La lista Andrea Benini sindaco accusa il centrodestra di aver presentato un programma di governo che non offre prospettive alla città – dice Di Giacinto – Evidentemente hanno letto un altro programma: le nostre idee sono concrete, sostenibili e realizzabili, strumenti di crescita per Follonica che tengono sempre in primo piano il lavoro e il sociale». E continua: «Che ne pensano i candidati della Lista Benini del fatto che Follonica si ritroverà presto senza uno strumento urbanistico per governare lo sviluppo del territorio? La giunta uscente lascia la città con il Piano strutturale in scadenza. Uno scenario da incubo? Al contrario: è la cruda realtà con la quale tutti i cittadini si ritroveranno a fare i conti, a causa della mancanza di programmazione e di strategia dell’amministrazione comunale uscente di centrosinistra guidata dal sindaco Benini, anche assessore all’urbanistica». E Di Giacinto aggiunge: «Una nota triste: sarebbe la prima volta nella storia, da quando Follonica è Comune, con la città priva di uno strumento urbanistico vigente. E allora, che cosa ci aspetterebbe da novembre con le norme di salvaguardia? Solo manutenzione ordinaria e straordinaria, niente più concessioni edilizie né opere strategiche di espansione, al massimo piccoli ampliamenti o il completamento delle lottizzazioni già autorizzate. Insomma, il crollo dell’edilizia e il blocco di Follonica, la fine delle speranze per le famiglie che vogliono costruire la propria casa. E non solo – conclude – niente concessioni edilizie significa, per il Comune, anche niente introiti da oneri di urbanizzazione». –

G. S.

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