Il Tirreno

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Geotermia, approvata una nuova centrale L’ira di Rifondazione

Fiora Bonelli

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La giunta regionale autorizza, con delibera numero 567 del 23 aprile, la costruzione di una nuova centrale geotermica, quella di Poggio Montone della società Sorgenia, a Saragiolo (Piancastagnaio), che prevede fino a 17 pozzi: 8 di estrazione a Saragiolo e 9 di reiniezione fra Bagnolo e Marroneto di Santa Fiora. Insorge il Partito della rifondazione comunista di Santa Fiora. «La lobby geotermica ha colpito ancora sull’Amiata – si legge in una nota – mentre è in corso il procedimento per definire le aree idonee».

Rifondazione, da sempre contraria a qualsiasi tipo di sfruttamento geotermico, si con centrali flash, che con centrali a ciclo binario, ricorda che la centrale che avrà una potenza di 5 Mw e un rendimento elettrico del 6,7%; il progetto occuperà 7 ettari. Rifondazione segnala i rischi: fuga del turismo, svalutazione immobili, subsidenza, frane, sismicità indotta, inquinamento falde acquifere, impatto ambientale (vicino c’è la riserva naturale del Pigelleto). Rifondazione di Santa Fiora fin dal 2017 ha chiamato a raccolta la popolazione contro il progetto di Poggio Montone. «Malgrado le nostre osservazioni negative e quelle di comitati e cittadini – osserva – ha prevalso la logica della giunta toscana, orientata a trasformare l’Amiata nel secondo polo geotermico regionale».

Rifondazione rammenta anche che in Amiata sono in progetto altre quattro centrali geotermiche, «due flash, PC6 a Piancastagnaio e Triana a Roccalbegna, e poi le centrali pilota a ciclo binario Montenero a Castel del Piano e Casa del Corto a Piancastagnaio». Rifondazione, dunque, fa un appello alla popolazione perché si mobiliti contro questi progetti e invita i candidati sindaci a pronunciarsi contro i progetti di tipo geotermico.

Sulla centrale il Comune aveva presentato osservazioni fin dalla fase di Valutazione di impatto ambientale, nel 2017, ed espresso perplessità e osservazioni reiterate nel corso di varie conferenza dei servizi.

«Fondamentalmente noi di Santa Fiora non volevamo la centrale – dice il sindaco Federico Balocchi al Tirreno – e non perché siamo contrari all’energia geotermica, ma perché riteniamo che la nostra area sia già satura di centrali. Per questo abbiamo tentato di governare la volontà di realizzazione sostenuta da tutti gli altri enti, opponendo pareri contrari ed osservazioni di merito molto approfondite».

Durante la lunga fase di Via le criticità denunciate dal Comune sono state rimosse «per cui – aggiunge il sindaco – nonostante le nostre osservazioni la valutazione ha avuto un esito positivo. La Regione tiene molto a sperimentare questo nuovo tipo di centrali senza emissioni: se dimostreranno la funzionalità dovranno essere riconvertite le centrali esistenti. Noi teniamo molto alle nostre comunità e, a fronte di questa volontà forte, abbiamo ottenuto la garanzia di investimenti importanti nel nostro comune, che porteranno in un paio di anni decine di posti di lavoro nell’ambito della pelletteria e dell’agricoltura». —



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