Il Tirreno

Grosseto

ospedale misericordia 

Trasferiti nella nuova ala i 54 pazienti Da domani in funzione il blocco operatorio

Enrico Pizzi
Trasferiti nella nuova ala i 54 pazienti Da domani in funzione il blocco operatorio

Operazioni chiuse con un’ora e mezzo di anticipo. Una task force ha seguito passo passo anche via radio tutti i degenti

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Alle 6.30 il breafing con il direttore generale Antonio D’Urso, il direttore dell’ospedale Daniele Lenzi e i direttori dei reparti che si sarebbero svuotati dalla parte della vecchia ala del Misericordia e si sarebbero riempiti dall’altra. Alle 7 il via alla movimentazione dei pazienti, letto per letto, e alle 10.46, con un’ora e mezza di anticipo sulla tabella di marcia, l’ultimo ricoverato ha lasciato la vecchia struttura. E da domani mattina entrerà in funzione il nuovo blocco operatorio.

Una regia studiata nei dettagli, a tavolino e con esercitazioni, ha evitato qualsiasi complicazione e così la nuova ala del Misericordia, inaugurata il 13 aprile scorso, è “abitata”, da ieri mattina, da 54 pazienti della cardiologia, della terapia intensiva, della terapia intensiva cardiologica, della terapia subintensiva e delle degenze chirurgiche e ortopediche. Il trasferimento, avvenuto a tempo di record, era stato studiato e predisposto dalla task force che ha preparato la fase conclusiva, e più delicata, dell’apertura della nuova struttura ospedaliera.

«Nell’ultimo mese e mezzo – ha spiegato il direttore dell’ospedale, Daniele Lenzi – è stata effettuata la misurazione minuziosa di tutti i passaggi, si è preparato una sorta di “piano di volo”, al singolo paziente è stato attribuito orario di partenza e un orario di arrivo, è stata prevista una sorveglianza prima della partenza, in itinere e all’arrivo». Naturalmente il tutto è stato calibrato sui pazienti e sulle loro criticità. «Alcuni pazienti – ricorda Lenzi – erano meno complicati da spostare, altri ponevano tutta una serie di criticità potenziali che sono state calcolate e il “piano di volo”, pensato nei minimi particolari, nei fatti è stato anticipato. Avevamo calcolato dei tempi di sicurezza, ma, sempre in sicurezza, si è concluso tutto prima del previsto».

Un’organizzazione capillare che non poteva lasciare nulla al caso. Basti pensare al fatto che dovevano essere garantiti il funzionamento delle forniture sanitarie e informatiche e la disponibilità e il funzionamento, senza intoppi, degli ascensori. Dunque sono state coinvolte ditte specializzate e oltre al personale della manutenzione per gli impianti elettrici, di condizionamento, la telefonia e gli ascensori. Ogni paziente è stato seguito singolarmente da equipaggi in uscita e in arrivo nel nuovo reparto, collegati via radio, coordinati da una centrale operativa che ha monitorato il percorso di ogni letto.

A seconda della complessità, il paziente era accompagnato da personale infermieristico, medico o, da ambedue le figure sanitarie. Uno spostamento talvolta non del tutto semplice, perché oltre al paziente con il letto, dovevano essere spostate anche tutte le attrezzature elettromedicali e di supporto alla postazione dei ricoverati. Il trasferimento è stato presidiato anche dal personale del 118.

Il direttore generale Antonio D’Urso non ha nascosto una certa emozione sottolineando la grande partecipazione del personale medico e infermieristico e dei direttori dei vari reparti, non solo quelli direttamente interessati dal trasferimento. Il personale è stato, praticamente raddoppiato perché «l’ospedale – ha spiegato il direttore generale – ha continuato a camminare come se niente fosse e, in un certo momento, i due pezzi di ospedale sono stati dotati di vita autonoma. Hanno partecipato tutti – ha detto – ma non solo nella giornata di oggi (ieri, ndr), ma è da settimane che tutti i professionisti dell’azienda partecipano e programmano questa attività. Oggi la regia ha dimostrato che la cosa si poteva fare, se fatta bene, in sicurezza. I pazienti sono stati accompagnati nei reparti di destinazione e i parenti, adeguatamente informati, sono stati accompagnati nella nuova ala dell’ospedale». —

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