Il Tirreno

Grosseto

ribolla, la commemorazione dell’esplosione in miniera 

«La tragedia sia patrimonio della memoria collettiva»

Gabriele Baldanzi
«La tragedia sia patrimonio della memoria collettiva»

L’impegno del presidente  della Regione, Enrico Rossi I temi della sicurezza sul lavoro e dei diritti affrontati anche dal sindaco Limatola

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“Il Silenzio” che esce dalla tromba del giovanissimo Giulio Mari emoziona anche il governatore Enrico Rossi, per la prima volta presente a Ribolla da quando guida la Regione Toscana. Perché ieri qui si celebrava il ricordo della tragedia in cui persero la vita 43 minatori.

Una parata di autorità ha incorniciato la piazza principale del paese; poi il corteo verso il monumento realizzato nelle vigne di Zonin e infine la benedizione all’ingresso del pozzo Gamorra, dove è avvenuta anche la deposizione delle corone. Una mattinata all’insegna della memoria, una narrazione a più voci dei messaggi che ancora oggi – 65 anni dopo – vanno colti dall’esplosione del gas grisou nel pozzo maledetto.

Presenti ai cerimoniali, oltre a Rossi, il consigliere regionale Leonardo Marras, Claudio Guggiari della Cgil regionale, il presidente del Parco delle Colline Metallifere Lidia Bai, gli amministratori di diversi comuni della zona nord, la consigliera provinciale Olga Ciaramella, il comandante provinciale dei carabinieri Carlo Bellotti, il presidente della Fondazione Bianciardi Massimiliano Marcucci e rappresentanze di numerose associazioni locali. Prima dell’avvio della commemorazione, nella chiesa dei Santi Barbara e Paolo apostolo, il vescovo di Grosseto monsignor Rodolfo Cetoloni aveva officiato la messa in ricordo delle vittime. Il primo cittadino di Roccastrada Francesco Limatola ha tenuto un lungo discorso a braccio in cui ha collegato il passato con il presente, attualizzando temi come la sicurezza del lavoro e le divisioni sociali. Poi le parole – pesanti – di Enrico Rossi: «Un conto è leggere, documentarsi anche dettagliatamente, un altro è esserci, recarsi fisicamente in un luogo. In questo senso la Regione Toscana vuole che il peso della tragedia diventi patrimonio della memoria collettiva. Entro la fine di questa legislature la Regione si farà promotrice di un’azione tesa a non disperdere il ricordo di quella che può dirsi la più grande tragedia mai avvenuta sul lavoro in Toscana».

Il presidente della Regione ha infine preso spunto dal ricordo della tragedia di Ribolla per mettere l’accento sulla necessità, ancora attuale, di garantire diritti, dignità e sicurezza sui luoghi di lavoro. Tante le bandiere della Cgil, nessuna delle altre sigle sindacali. Ieri si è aperto anche il cartellone “La miniera a memoria”, che andrà avanti fino a martedì 28 maggio. Nel pomeriggio Limatola ha preso parte alla inaugurazione della mostra fotografica “Miniera a memoria: Scatti tra passato e presente” a cura di Carbonari Ribollini, Porta del parco, Avis e Pro Loco. Taglio del nastro anche per la mostra pittorica “Il paesaggio e la sua anima” di Carla Moscatelli. Oggi verrà scoperto un murale (opera dell’artista Dario Vella) in ricordo dello scrittore Luciano Bianciardi. —

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