Il Tirreno

Grosseto

L’ambizione di essere autore e la corsa al corso di scrittura

L’ambizione di essere autore e la corsa al corso di scrittura

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Incubo: Parigi, aeroporto. Fendo di corsa la folla collosa. La mia coincidenza vola via. Una massa compatta – anch’ella fendente – mi prende di petto. La allontano: il grande Michel Houllebecq. Sottobraccio un pacco: “Serotonine”, l’ultimo libro. «Mi hai fatto perdere il volo, sciamannito…».

Anche il mio è ormai tra le nuvole. Scuse con un caffè. Dove sta andando?

«Ah, ma è chiarissimo, in Toscana!», spiega, come offeso. Certo, non se ne può star lontano, la Torre pendente, il Campanile di Giotto…

«Ma che torre, che campanile? Sciorno che non sei altro… mi precipito a Grosseto… impossibile, ora, per colpa tua!».

Grosseto? Dove vivo? Sono basito. Certo, è caruccia… ma in Toscana…

«Sciocco, sciocco, sciocco. Ti paio tipo da andare a Grosseto per visitare l’insediamento? Per turismo? Li hai letti i miei libri?». Eh, sì, li ho, per forza…

«Allora capirai… vado a Grosseto per i corsi di scrittura creativa… nelle librerie urbane… già lì con la testa… scrittura filtrata, matura, marinata... il futuro... allibratori di libri…». Beh, certo, questo va senza dirlo… a un corso di scrittura creativa si deve per forza invitare a insegnare uno dei più grandi scrittori viventi. Come Michel Houllebecq.

«Nient’altro che bestia, con l’intelligenza di un unicorno! Insegnare… Io vado... da studente… è settimane che mi sono iscritto via internet. Mi ha iscritto la mia compagna, dei computer non sono molto amico…».

Come? Michel? Houllebecq? Studente? Ad un corso di scrittura a Grosseto?

«Ma sicuro! Ho scritto un editoriale consigliando a Macron di esser anche lui lì… con me… possiamo andare insieme… cambierà la sua visione del mondo…». Ah sì? E Macron? «Non ha risposto». Mi fissa in profondità.

«L’Occidente è crollato, te ne accorgi? A Grosseto stanno tentando di ripescarlo… Piuttosto… senti un po’… il sito d’iscrizione diceva di portare qualche prova di scrittura, così, per vedere intanto il livello… io porto questo». Allunga “Serotonine”, squadernato tra le mani.

«Che dici? Potrà andare bene?». Mah, non so… forse… Saluti, cerimonia. Insiste, dovrei andare con lui alla scrittura creativa.

«No, Michel, lascia fare… frittura creativa, magari…».

Proseguo in treno. Dover. Scendo dalla carrozza. Sale Ian McEwan. Mi fermo, due parole. Gli fa piacere, eravamo amici, un tempo, ad Oxford. Anche lui pacco sottomano. Dove vai, Ian? No, aspetta, non me lo dire…



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