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Travison punta sul turismo tra terme e pineta

G.S.
Travison punta sul turismo tra terme e pineta

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scarlino. «Vogliamo che Scarlino torni a essere un Comune coeso: amministreremo ascoltando le esigenze della popolazione e cercando, insieme, di trovare valide soluzioni alle criticità».

Così la candidata del centrodestra Francesca Travison per “Scarlino può” è intervenuta alla presentazione del suo programma elettorale per Scarlino.

Prima di tutto, dice, servono risorse e «da un’attenta analisi del bilancio attuale del Comune – dice Travison, oggi consigliera comunale – ci siamo resi conto che ci sono diversi spazi di manovra sui quali vogliamo lavorare».

Il programma di “Scarlino può” parte dal turismo. «Crediamo che le potenzialità del territorio in questo ambito siano moltissime e ancora non sfruttate appieno» afferma.

Nei piani della candidata Scarlino potrebbe diventare prima di tutto una località termale: la sorgente di acqua termale, trovata in località Campo di Chiara, rappresenterebbe un grande volano per l’economia del Comune. «In quest’ottica pensiamo sia fondamentale mettere in rete tutte le informazioni sugli eventi – ha detto – sulle bellezze del territorio e sulle disponibilità delle nostre strutture ricettive».

Scarlino, d’intesa con le autorità preposte, potrebbe poi attivarsi per il recupero della pineta inserita attualmente nella riserva biogenetica, valorizzando le spiagge, così come il patrimonio storico e la sentieristica presente e da realizzare. «Vogliamo creare un calendario di eventi in collaborazione con le associazioni locali e far rivivere le Carriere del 19» ha detto Travison.

La volontà è poi quella di rivedere l’organizzazione delle Bandite: l’obiettivo del centrodestra è quello di «mantenere e migliorare le condizioni di questo bene comune per renderlo fruibile agli operatori agricolo-forestali, ai turisti e a tutti gli appassionati degli sport naturalistici».

E poi la chimica, argomento di peso in questa campagna elettorale: «Siamo consapevoli che Scarlino ha una storia industriale e che non possiamo non considerare l’industria chimica pesante – dice Travison – per questo aumenteremo i controlli nella Piana di Scarlino e ci opporremmo a qualsiasi tipologia di inceneritore vecchio o nuovo che sia, o a ulteriori insediamenti industriali pesanti. Vorremmo convertire l’area industriale, per quanto possibile, verso una green economy, in particolare con un’economia circolare dei rifiuti, un modello che prevede la trasformazione degli scarti in materie prime secondarie. Per far questo miglioreremo la raccolta differenziata sul modello di Grosseto: isole ecologiche meccanizzate per dividere nel migliore dei modi gli scarti». —

G.S.

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