Attenzione
A Monterotondo c'è un solo candidato, ma nessuna certezza: "Il mio avversario si chiama quorum"
Giacomo Termine non ha avversari, ma non è un vantaggio a priori: se non va a vota il 50% più uno il Comune sarà commissariato
MONTEROTONDO MARITTIMO. Nel 2014, in occasione delle elezioni amministrative di Monterotondo Marittimo, andò al voto l’80% della popolazione; in quel caso sulla scheda elettorale erano presenti due candidati: Massimo Vignoli per “Sinistra insieme per Monterotondo” e Giacomo Termine con la civica, poi risultata vincente, “Per un nuovo inizio”.
Quest’anno Termine sarà, invece, da solo alle urne: nessun avversario politico ha voluto presentarsi.
La scelta per i monterotondini sarà quindi tra un secondo mandato e un commissariamento prefettizio.
Sì, perché se Termine non otterrà la preferenza del 50% più uno degli aventi diritto al voto non verrà rieletto. Una condizione particolare e destabilizzante.
«Credo che sia una sfida molto più difficile rispetto all’affrontare un candidato in carne ed ossa – dice il sindaco uscente Giacomo Termine – con una lista sola l’avversario è il 50% degli aventi diritto. In una situazione del genere, se vinci si potrà dire che eri da solo e se perdi allora vorrà dire che non avevi il consenso che tutti pensavano».
Il quorum è stimato in poco più di 500 votanti, dato che gli aventi diritto al voto a Monterotondo Marittimo dono circa un migliaio.
Nonostante questa particolare condizione, Termine non vede grandi nubi all’orizzonte: «Sono molto fiducioso – ammette – in occasione della presentazione dei candidati (lunedì scorso al teatro del Ciliegio) si sono presentati in tantissimi. Una presenza inaspettata per un Comune così piccolo».
Termine fa comunque i suoi calcoli: «Già cinque anni fa i nostri elettori erano il 51% degli aventi diritto e presi il mio 67% delle preferenza – spiega il sindaco – oggi mi dico fiducioso perché si percepisce un consenso maggiore, un apprezzamento per essere riusciti a ricucire il tessuto comunitario».
Per Termine la presenza di Mario Tanda in lista è una riprova di questa sensazione: il proprietario del noto caseificio locale è sempre stato in opposizione e quest’anno è tra i candidati.
«L’opposizione non si è palesata – continua Termine – ci sono persone che non condividono il mio operato, come è ovvio che sia, ma in maniera a mio parere irresponsabile hanno scelto di non candidarsi. Non è così che si fa opposizione e non è così che si fa il bene del Comune: se c’era dissenso sarebbe stato giusto palesarlo con una lista».
Termine continuerà con la sua campagna elettorale come se avesse di fronte un avversario reale e spiegando con chiarezza i rischi del non presentarsi alle urne: lunedì prossimo sarà al Frassine, il 10 sarà a Lago Boracifero e poi partirà con vari incontri dove illustrerà ai cittadini il programma. —
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