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Tra Borghini e Cerulli è guerra a colpi di rimborsi spese

Tommaso Della Santina
Tra Borghini e Cerulli è guerra a colpi di rimborsi spese

Sindaco ed ex si lanciano pubbliche accuse al vetriolo in consiglio comunale  Tra stoccate e smentite, riflettori puntati su presunti assenteismi e scontrini 

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Alta tensione e scintille, nell’ultima seduta del consiglio comunale di Monte Argentario del 30 aprile dove l’attuale sindaco Franco Borghini e il suo predecessore Arturo Cerulli non si sono risparmiati reciproche accuse al vetriolo. Una seduta trasmessa in diretta streaming, dov’è rimasta traccia della tensione palpabile tra il primo cittadino e il leader dell’opposizione.

L’atmosfera si è surriscaldata subito quando ha parlato per la prima volta Cerulli. «Il mio intervento non sarà benevolo – ha esordito – visto anche il ruolo che ricopro. Sono passati ormai nove mesi dalle elezioni, il paese è fermo – ha attaccato duro – e da tutto questo non si può evincere una parola diversa da incapacità. Ci sono talmente tante cose da dire», ha proseguito Cerulli per poi puntare il dito – ma senza fare nomi – contro «l’assessore esterno che non abbiamo mai avuto l’onore di vedere...» e che invece – ha detto Cerulli – otterrebbe «lauti rimborsi» che graverebbero sul bilancio. Nomi o no, Borghini coglie chiaramente il riferimento e – contattato ieri dal Tirreno – smentisce seccamente: «Non prende nessun rimborso – assicura – Prende lo stipendio da assessore e per il lavoro che fa prende pochissimo».

Ma Cerulli ha attaccato Borghini anche sulla questione di Cala Galera sulla quale, com’è noto, c’è stato uno scontro forte tra vecchia e nuova amministrazione; e sulla teorica «restituzione dell’aeronautica, ma con quali atti mi chiedo? Dov’è il procedimento amministrativo che attesterebbe tutto questo?». Poi ha tirato in ballo l’ex Cirio, «dove era tutto pronto ma si temporeggia. Dobbiamo essere forti nell’affermare di voler portare avanti i lavori previsti e non sottostare alle lamentele di qualche privato», ha detto Cerulli.

Immediata la risposta di Borghini che ha preso la parola subito dopo. «Fra poco si chiuderà il primo anno di amministrazione – ha detto il sindaco – e sono sicuro che anche Cerulli si stupirà di quanto fatto». E poi le controaccuse più velenose: «Al momento dell’insediamento (Cerulli) ha acquistato dei mobili senza fare nessuna gara pubblica a riguardo» e «ha messo tappeti nel suo ufficio ma quando l’ha lasciato ha visto bene di riprenderseli e di farli lavare addebitando una fattura di 381,70 euro a spese del Comune di Monte Argentario» (su questo, anche lui contattato ieri dal Tirreno, Cerulli ha risposto: «Non posso impedire a un funzionario di portarli a lavare e fatturarli»).

Ma Borghini è andato avanti ancora, e «continuando a vedere i suoi rimborsi – ha proseguito – trovo fatturazioni da 1 euro, 2 euro che presumo essere caffè consumati quando era in trasferta per il Comune. Quindi il rapporto tra i comportamenti sulle spese sostenute da questa amministrazione e la sua è lampante. Questo per sottolineare la differenza di signorilità che c’è fra me e lei – ha continuato – Voglio poi sottolineare altri aspetti, come il giardino Iacovacci dove i lavori non partono perché i titolari della proprietà non trovano le condizioni per poter partire e non per volere del sindaco. Quello dell’ex asilo Ricasoli, invece, era un progetto guscio che prevedeva solo lavori all’esterno della scuola. Per quanto riguarda la Cirio avete sbandierato un progetto in campagna elettorale come concluso ma che invece era stato presentato molto prima dell’approvazione della variante e quindi con larghissimo anticipo». —



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