Sicurezza
Enel mette in standby la centrale di Triana Due i motivi: ecco quali
Tamburrano (M5s) plaude allo “stralcio” da parte di Firenze Poi emerge che la sospensiva è stata voluta dalla società
«È abortita la realizzazione della centrale geotermica di Triana». Così annuncia con soddisfazione l’europarlamentare del M5s Dario Tamburrano, che nei mesi scorsi aveva evidenziato alla Regione Toscana le «incongruenze interne» a suo avviso presenti nella documentazione relativa al progetto.
«Enel Green Power ha avviato a fine 2018 il procedimento per la valutazione di impatto ambientale, ma ora quel progetto è completamente sparito dalla pagina della Regione dedicata ai progetti in corso di esame», segnala l’europarlamentare che aggiunge di aver avuto anche risposte da Firenze: «La Regione, in risposta, mi comunicò – dice – di aver chiesto a Enel di completare la documentazione».
La centrale geotermoelettrica di Triana è un progetto da 20Mw che prevede anche un vapordotto di 5 km di collegamento alle centrali di Bagnore di Santa Fiora e la coltivazione di un’area che include il 75% del comune di Roccalbegna e parte dei comuni di Semproniano, Arcidosso, e Santa Fiora. «La centrale geotermica di Triana –nota l’europarlamentare – avrebbe emesso sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente e gas dell’effetto serra in quantità superiore rispetto a una corrispondente centrale termoelettrica alimentata da un combustibile fossile come il gas naturale», fa notare l’europarlamentare.
In effetti, come rileva Tamburrano, il progetto della centrale Triana non compare fra quelli in esame alla Regione: ma è solo momentaneamente sospeso, non annullato. È stata Enel ad aver chiesto la sospensiva, e questo per due ragioni precise.
La prima ragione sta nel mancato inserimento della geotermia nel decreto governativo Fer 1 e nella mancanza di certezze rispetto al prossimo Fer 2; essendo il quadro rispetto agli incentivi alla geotermia, ancora troppo incerto e indefinito, Enel ha preferito mettere un temporaneo stop all’operazione Triana. «A Enel sono stati chiesti approfondimenti – chiarisce il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli – e quindi, nel frattempo si è attivata una sorta di sospensiva di un anno».
La seconda ragione della sospensiva di 12 mesi che Enel ha chiesto alla Regione Toscana sta nelle disposizioni della nuova legge sulla geotermia preparata dalla Regione.
La geotermia resta un tema caldissimo e se da una parte c’è la frenata momentanea di Enel, dall’altra non stanno venendo meno le spinte del gruppo “Geotermia sì” che invita tutti i candidati a sindaco alle prossime elezioni a esprimersi in merito a questo sfruttamento energetico. Si invoca soprattutto l’inserimento della geotermia nel Fer 2 e si dimostra, dati alla mano, il prezzo che pagheranno i territori in fatto di perdita secca di posti di lavoro, se la geotermia non sarà considerata idonea a comparire nel decreto governativo.
Ma c’è chi osserva che ormai, alle porte del 26 marzo, sarà difficile avere certezze prima delle elezioni con relativi risultati. E sempre sulla patata bollente geotermica, anche i cittadini possono ufficialmente dire la loro: scade, infatti, il 10 maggio, per i cittadini dell’Amiata, la possibilità di dare il proprio contributo sulle Ani (aree non idonee alla geotermia). La Regione apre a un contributo partecipativo per tastare il polso dei cittadini in vista della modifica del Paer (piano ambientale energetico regionale). Il testo da scrivere non deve superare i mille caratteri. In alternativa è possibile scrivere una email a garante@regione.toscana.it . —
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