Gioco
Centinaia di persone in Duomo per salutare Enrica. I vigili del fuoco portano la bara
La commozione degli amici: "Ciò che abbiamo fatto per noi muore con noi, ciò che abbiamo fatto per gli altri è immortale"
GROSSETO. Il Duomo di Grosseto era stracolmo: in centinaia hanno voluto salutare per l’ultima volta – ieri pomeriggio alle 15 - Enrica Tognazzi, la presidentessa del Comitato per la vita che resterà per sempre nel cuore dei grossetani.
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A officiare il rito monsignor Franco Cencioni. In prima fila – oltre ai familiari e ai tantissimi amici – c’erano rappresentanti della giunta comunale (Luca Agresti, Fausto Turbanti, Riccardo Ginanneschi e Mirella Milli), la prefetta di Grosseto, i tanti volontari e i soci del Comitato, la campionessa olimpionica e testimonial del Comitato Alessandra Sensini, medici che hanno potuto beneficiare dei macchinari acquistati grazie al Comitato per la vita e una folta delegazione di vigili del fuoco, oltre 20 tra cui il comandante, tutti commossi.
Enrica e il comitato hanno instaurato negli anni un legame più che profondo con i vigili del fuoco, che non hanno mai fatto mancare la loro presenza – anche con personale in pensione - negli eventi organizzati dal Comitato stesso. Dal mercatino dei ragazzi agli eventi del 5 gennaio quando in piazza Dante – proprio grazie alla collaborazione con il comando di via Carnicelli – la befana si cala dal palazzo Aldobrandeschi davanti agli occhi di grandi e piccoli. Sempre i vigili hanno voluto portare a spalla la bara, ieri. Don Franco ha tenuto una bellissima omelìa, sottolineando le profonde doti umane di Enrica e stringendosi attorno alla famiglia. «Il signore – dice – ama chi dona con gioia».
Sul finale i membri del Comitato hanno preso il microfono per ricordare la presidentessa che, nonostante molti ostacoli, è sempre andata avanti. «Ricordiamo ancora le prime iniziative di raccolta fondi nelle quali continuavi imperterrita a chiedere, e anche se c’era un rifiuto dicevi: “continuiamo, raccoglieremo sempre di più. La nostra gente ha bisogno di curarsi, deve avere gli strumenti e gli ambienti migliori, noi ci riusciremo”. Con questa grinta siamo diventati un punto di riferimento, aggregazione, consenso e consolazione per tutti quelli che combattono contro questa terribile malattia. La malattia non ti ha dato scampo Enrica, ma nulla ha potuto contro il tuo spirito. Sei stata la presidente ideale, una donna di grande consenso che cercava il dialogo, che sapeva mediare e che alla fine prendeva le sue decisioni con coraggio e fermezza. La tua saggezza, generosità, sensibilità e gran cuore sono per tutti noi un valore e una spinta a continuare. Cara Enrica, ci hai lasciati lottando fino alla fine, hai raggiunto il tuo caro amico e predecessore Silvio Battistini e ci piace pensare che veglierete sul comitato per la vita perché prosegua, si consolidi e raggiunga i suoi obiettivi. Ti salutiamo con queste parole: ciò che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi, ciò che abbiamo fatto per gli altri, per il mondo, resta ed è immortale». —
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