Il Tirreno

Grosseto

il riconoscimento  

Maestri del Lavoro In sette ricevono la stella al merito a Palazzo Vecchio

Sara Landi

Cerimonia a Firenze al Salone dei Cinquecento Ecco i nomi dei lavoratori  di aziende private e pubbliche che ricevano l’onorificenza

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GROSSETO. La provincia di Grosseto ha sette nuovi Maestri del lavoro che, in occasione della festa del lavoro del 1° maggio, saranno insigniti della stella al merito del lavoro nel corso della tradizionale cerimonia ospitata dal Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

A ricevere la decorazione, che viene conferita con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministro del lavoro e che premia quei lavoratori dipendenti di aziende pubbliche e private con almeno 50 anni di età e 25 anni di anzianità lavorativa che si siano segnalati “per singolari meriti di perizia, laboriosità e di buona condotta morale” come previsto dalla legge, quest’anno sono: Maria Ceniccola, impiegata di Poste Italiane residente a Roselle, Antonio Denci di Grosseto, con all’attivo 37 anni di lavoro in Enel, oggi Servizio Elettrico Nazionale, società del gruppo Enel, Massimo Dini di Follonica, dirigente di Venator Italy, Francesco Luciano di Orbetello, operaio della ditta Mercitalia Shunting & Terminal, Simonetta Lupi di Pitigliano, anche lei dipendente di Poste Italiane, Lamberto Pietrini di Grosseto, dipendente di Tim e Sergio Vannuzzi di Castel del Piano, operaio dell’azienda Corsini Biscotti. La cerimonia precede di pochi giorni la partecipazione di una rappresentanza dei Maestri del lavoro della provincia di Grosseto insieme al loro console Maurizio Favilli alla commemorazione delle vittime della strage della miniera di Ribolla in programma il 4 maggio a Ribolla, nel 65esimo anniversario della più grande strage mineraria del secondo dopoguerra. Nel 2004 infatti anche i minatori uccisi dall’esplosione di grisù nel pozzo Camorra della miniera sono stati insigniti alla memoria della Stella al merito del lavoro su iniziativa del console di allora, Plinio Cillerai, oggi console emerito. —

Sara Landi

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