"Nell’oliveto mancano le vie di fuga": salta il Maggio
Niente autorizzazione per il tradizionale raduno dei cantori di Braccagni. Gli organizzatori: «Alla fine ci proibiranno le scampagnate»
GROSSETO. Era tutto pronto per il tradizionale appuntamento che il 1° Maggio si celebra e si rinnova a Braccagni: era già partito il conto alla rovescia per l’arrivo delle squadre dei cantori maremmani e dei Maggerini che con la loro voce propiziano e danno il benvenuto alla stagione che porta l’oro alla terra: secondo una tradizione che dura da 40 anni. Qualcosa è andato storto. E il 1° Maggio di Braccagni non ci sarà. Niente raduno, niente canti tra le chiome argentee dei secolari ulivi.
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La rassegna dei Canti del Maggio avrebbe dovuto svolgersi nell’Oliveto di San Rocchino che da Braccagni sale verso il borgo medievale di Montepescali: quello è il luogo in cui si svolge dal 1991. Ma siccome la manifestazione «sarebbe a rischio assembramento» e «mancherebbero le vie di fuga» – spiegano al Tirreno gli organizzatori – gli uffici comunali non hanno rilasciato il nulla osta. È un fulmine a ciel sereno, anzi, è quasi uno choc per i promotori che portano avanti un’antica tradizione popolare – quarantennale – nata spontaneamente nel 1979 e cresciuta aggregandosi intorno all’eredità lasciata da un personaggio quasi mitico: Silvestro Galli.
La rassegna dei Canti del Maggio così come è stata organizzata «non sarebbe in regola – spiega il pomeriggio del 29 aprile, appena saputa la novità, Vladimiro Capecchi, consigliere del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro, organizzatore dell’evento – con quanto prevede la direttiva emanata dal ministero degli interni nel luglio 2018», che ha dettato norme per garantire alti livelli di sicurezza nelle pubbliche manifestazioni dopo i tragici fatti di Torino, quando piazza San Carlo – durante la proiezione della finale di Champions League il 3 giugno 2018 – divenne “una gabbia”.
«La dirigente dell’ufficio comunale Suap – dettaglia Capecchi – ci ha contattato dicendoci che l’autorizzazione non può essere rilasciata. Si parla di rischio di assembramento e di mancanza di vie di fuga. Vie di fuga..., è incredibile, siamo in un oliveto e non ci sono neppure recinzioni». Il presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro Maurilio Boni è senza parole: neppure vuole commentare la decisione di Palazzo civico. «Non abbiamo mai avuto problemi – spiega Capecchi – In alcune edizioni hanno partecipato 2-300 persone, ma le gente non si ferma tutta lì: gira, si sparpaglia nell’oliveto, si sdraia sotto gli alberi. Non siamo mica al Palio di Siena, né in piazza Dante a Grosseto».
C’è tanta amarezza tra i promotori che erano certi di aver organizzato tutto con cura: «La pratica è stata seguita da un geometra – continua Capecchi – In ogni edizione abbiamo sempre avuto gli estintori e anche il presidio della Croce Rossa. È incredibile. Se è così, allora non potremo più organizzare neppure le serate estive per i nostri soci: e alla fine ci proibiranno persino di fare le scampagnate. Questo è un modo per affossare il volontariato, le onlus: ci hanno trattato come fossimo un ente privato che ottiene profitti dall’organizzazione di un concerto». E al netto di un dietrofront all’ultimo tuffo, dopo tanti anni a Braccagni sarà un 1° maggio silente: senza le voci dei cantori. –
Oggi, martedì 30 aprile l'Amministrazione comunale fornirà il proprio punto di vista sul diniego dell'autorizzazione: e chissà se, in corner, potrà essere trovata una soluzione.
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