Il Tirreno

Grosseto

oggi alle 16 convegno del cesvot 

Gioco d’azzardo, a rischio il 7,4% degli adolescenti

Enrico Pizzi
Gioco d’azzardo, a rischio il 7,4% degli adolescenti

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Sono oltre 220 i milioni di euro che si sono buttati nel 2017, in provincia di Grosseto, tra slot machine, video lottery, lotterie istantanee, lotto, bingo e scommesse: in media 994 euro per ogni residente, che diventano 1.153 euro a testa se si escludono i minorenni.

Il dato è leggermente migliore nel comune di Grosseto dove la spesa in “azzardo” per residente è stata, in media, 674 euro, 782 se rapportata alla sola popolazione maggiorenne. Ma i minori non sono esenti, anzi il dato dei minori a rischio della provincia di Grosseto è superiore a quello della media toscana: il 7,4% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni sono considerati giocatori a rischio di dipendenza patologica, contro il 6, 8% del dato toscano.

I dati sono quelli raccolti dall’Agenzia dei monopoli ed elaborati dalla Simurg Ricerche e sono preoccupanti. È per questo che il Coeso Società della Salute ha messo in piedi “In gioco contro l’azzardo”, un progetto che vede la collaborazione di una serie di associazioni del territorio ed è finanziato dalla Regione Toscana per contrastare la dipendenza dall’azzardo.

Erano 72 le persone in carico ai servizi sociali per problemi di dipendenza legati al gioco d’azzardo, nel 2017, una cifra che sembra destinata a crescere. Questa mattina il progetto prenderà il via con un incontro del giornalista Carlo Cefaloni, uno dei massimi esperti in Italia sul tema, con 180 studenti del polo Bianciardi.

Oggi pomeriggio alle 16 nella sede del Cesvot, in via Ginori 17, Cefaloni incontrerà soggetti e cittadini interessati ad affrontare il problema dell’azzardo. «Non si più chiamare gioco – dice Cefaloni – perché il gioco è là dove le persone si incontrano, magari discutono e litigano, mentre invece l’azzardo serve solo a riempire, in modo illusorio, un vuoto».

Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova, rivista web, si occupa di tematiche economiche e politiche. Ha scritto “Vite in gioco, oltre la slot economia” e “Dossier Disarmo” ed è tra i fondatori del movimento Slot Mob. Con i ragazzi Cefaloni non parlerà di patologie, ma cercherà di spiegare il sistema che non solo ha legittimato, ma ha incentivato e sta incentivando l’azzardo, il sistema che ha creato una «patologia di Stato, facendo nascere il “casinò diffuso” dice – il casinò Italia”». È un sistema che è divenuto «un caso di scuola a livello internazionale – aggiunge Cefaloni – e un caso di successo da esportare». In provincia di Grosseto si traduce, sempre ai dati del 2017, in 260 esercizi commerciali dotati di slot machine e video lottery per un totale di 1.388 macchinette. E i 220 milioni di euro si dividono tra slot machines (40%), video lottery (28%), lotterie istantanee (11%), lotto (8%), e si attesta al 2% la spese in bingo, scommesse in agenzia e superenalotto. Un’offerta di “azzardo” capillare al quale è possibile opporsi «sostenendo chi non scende a queste logiche, come quei bar che non accettano di divenire terminali dell’azzardo». —

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