Gioco
Gigi Bellumori le canta al vicepremier Salvini «Qua non siamo né rossi né ricchi o radical chic»
Il sindaco risponde al leader del Carroccio e lo invita a Capalbio «Venga ad assaggiare il cinghiale e a dirci cosa vuol fare dell’Aurelia»
LA POLEMICA
gabriele baldanzi
A Luigi Bellumori, sindaco ancora per un mese, le etichette appiccicate alla sua Capalbio non sono mai piaciute. «Qui non siamo né rossi, né ricchi, né radical chic. Il nostro comune è fatto di gente umile e perbene, laboriosa, spesso con le mani callose, perché lavora quella terra che tanto piace e che si accompagna a un sistema ricettivo di eccellenza. Le uscite di Salvini sono folklore elettorale».
Bellumori, che in passato, a suo modo, le ha cantate anche al governatore Enrico Rossi e a Matteo Renzi, stavolta replica, con altrettanta decisione, al ministro degli Interni e leader del Carroccio. Matteo Salvini, due giorni fa, aveva accennato alla possibile conquista del piccolo comune della Maremma da parte della Lega, definendolo un “dramma per i radical-chic di tutta Italia”.
«Qui – sorride Bellumori – non sapevamo neanche esistesse un candidato della Lega. Non lo sapeva neanche il diretto interessato. Quindi la notizia più importante forse è proprio questa…». Poi il sindaco rivolge una serie di domande proprio a Salvini e al candidato del centrodestra Valerio Lanzillo. «Legittimo, se prendono i voti dei cittadini, che governino Capalbio e che la Lega vi pianti la sua bandiera, ci mancherebbe. Ciò detto, però, ditemi cosa succede dopo: si reinstaura la dogana Pontificia al confine con il Lazio? Chiediamo il pedigree a chi transita e quelli di sinistra (notoriamente radical chic) li facciamo tornare indietro? Chiudiamo i confini ai famosi comunisti col rolex. E poi l’economia di questo territorio che fine fa? Ci sostiene Salvini con il reddito di cittadinanza? Oppure ci dirotta qui un turismo con il giusto dna?».
Bellumori mostra tutta la sua praticità e insiste col brand territoriale (gastronomia, vini, spiagge, casali): «Capalbio negli ultimi 20 anni è diventata un luogo che attrae investimenti e le presenze turistiche sono trasversalissime, grazie anche al ruolo che ha avuto l’amministrazione. Tutti sono bene accetti, tutti si trovano bene, perché c’è un paesaggio tutelato e coltivato, perché c’è qualità nel cibo e nel mare, un borgo ben curato».
Infine l’affondo sull’Aurelia: «Comprendo benissimo che Salvini, come capopartito, voglia vincere. Però a me interessa che lui come ministro e vicepremier ogni tanto si tolga la felpa e dica qualcosa che non serva solo a voi per fare un titolone. Per esempio ci dica cosa intende fare di concreto per questa nostra terra: iniziamo dall’adeguamento della statale Aurelia che vanta, purtroppo, uno dei più alti livelli di incidentalità e dove è morto anche l’ex ministro Altero Matteoli». In coda a questi ragionamenti, Bellumori si mostra affabile e ospitale come lo era stato dopo le polemiche con l’ex premier Renzi e con il presidente della Regione Toscana Rossi. «Dal 2009, da quando sono sindaco – conclude – ho sempre accolto tutti con un sorriso e con un abbraccio, anche e soprattutto chi mi ha fatto arrabbiare. Se vorrà venire a Capalbio il ministro Matteo Salvini riceverà lo stesso trattamento. Lo invito e lo aspetto prima del 25 maggio. Lo porterò anche ad assaggiare il cinghiale alla cacciatora. Venga preparato, però, perché sono un rompiballe e prima o dopo il pranzo non mancherò di chiedergli cosa intende fare il governo gialloverde per rendere più sicura la strada Aurelia che attraversa, per 12 km il territorio di Capalbio». —
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