Gestione dei musei Il Tar incarica il perito per l’analisi del bando di gara
La Cooperativa Colline Metallifere ha presentato il ricorso L’udienza al Tribunale è stata fissata a febbraio 2020
Il cambiamento, dopo 38 anni di gestione da parte della Colline Metallifere, è arrivato lo scorso luglio: in piena estate la Zoe, cooperativa sociale di Viterbo, si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei musei di Massa Marittima ed è subentrata alla precedente gestione oggi in liquidazione. Un passaggio, divenuto poi materia di un ricorso al Tar della Toscana, arrivato dopo due sostanziali modifiche fatte al rapporto lavorativo che la Colline Metallifere aveva con il Comune di Massa Marittima: i parcheggi comunali a tariffa oraria, per decisione del consiglio, vennero tolti dalla gestione della cooperativa e affidati alla multiservizi cittadina e l’orario dei musei fu rivoluzionato, prevedendo un’apertura invernale dal venerdì al sabato per un totale di dodici ore settimanali, chiudendo quindi durante la settimana.
Cambiamenti che interessarono da vicino i dipendenti della Colline Metallifere che videro diminuire in modo consistente le ore lavorative. Dopo queste modifiche, di fronte alla vincita del bando da parte della Zoe, la cooperativa locale si è poi sentita mancare la terra sotto ai piedi: «Per la cooperativa è cambiato molto perché i nostri due principali servizi erano i parcheggi di Massa Marittima e i musei. Ad oggi rimaniamo con piccole cose, ovvero con l’ufficio turistico delle porte del parco, un servizio su Gerfalco e una parte di servizi museali per Scarlino; cose che non possono sostenere un’azienda di trentotto anni e di dodici soci», aveva spiegato la direttrice Vanda Peccianti.
Il ricorso per la cooperativa è stato il passo successivo e a fine marzo si è tenuta a Firenze la prima udienza. «La nostra cooperativa ha impugnato la gara – dicono oggi i soci – sostenendo che l’offerta economica presentata da Zoe risultava al di sotto di quel che viene stabilito dalla legge nei contratti nazionali di lavoro». Il Tar non ha però emesso un sentenza, fissando l’udienza di discussione del merito il 12 febbraio 2020. «Questo – continua la Colline metallifere – perché il Tar vuole fare degli accertamenti e ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio, nominando un ctu per valutare meglio quanto indicato nelle nostre motivazioni».
E la cooperativa prosegue: «Abbiamo sempre sostenuto che la nostra offerta economica non era stata avventatamente “padellata” come invece venne dichiarato a suo tempo dal sindaco di Massa Marittima, ma scaturì dopo un’attenta analisi di tutto quello che era a nostra disposizione per valutare entrate e uscite dell’appalto che saremmo andate a svolgere in caso di aggiudicazione della gara, soprattutto valutando bene i costi del contratto collettivo nazionale di lavoro e le varie offerte aggiuntive inserite nel progetto di gestione».
La decisione del Tribunale conforta la cooperativa massetana «e ci fa sperare – dicono – almeno in una più attenta e approfondita valutazione delle nostre istanze, in modo da non consentire più che nelle gare d’appalto si verifichi una spericolata corsa al ribasso economico, che nuoce soprattutto alla professionalità dei lavoratori». Lo sguardo ora va al 2020 quando finirà l’appalto oggi assegnato alla Zone: le socie della Colline Metallifere si dicono fiduciose. —
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