Sicurezza
Freddo, pioggia e pure la neve per un’insolita primavera
Nonostante maggio alle porte, temperature a picco fino a -5 gradi in montagna Ma l’esperto spiega: «Non è così raro e così si recupera un po’ di pioggia»
In Maremma l’inizio di maggio sarà ancora caratterizzato da tempo variabile, instabile, con temperature sotto la media del periodo fino almeno al dieci del mese.
Una primavera che si conferma dunque capricciosa, come lo furono, in passato, quella del 2001 (quando nevicò a quote basse nel fine settimana di Pasqua – 14-15 aprile – e poi di nuovo una settimana dopo), del 1980 (il 21 aprile), del 1973 (20-21 aprile) e prima ancora del 1968.
Ieri, nel versante grossetano della montagna, la colonnina di mercurio è scesa addirittura a –5 gradi centigradi, con minime poco sopra lo zero nei paesi collinari e un insolito + 5 alla base Baccarini di Grosseto. Dati estremi, tenuto conto che siamo ormai alle porte di maggio.
A dire il vero gli annali registrano neve e temperature sotto zero sull’Amiata anche a maggio, per esempio nel 1957 e nel 1963.
E sui social network sono in molti a segnalare queste stranezze meteorologiche: il freddo improvviso, il graupel (una specie di pioggia gelata) in collina, inattese grandinate miste a pioggia.
La spiaggia che torna tabù e i giubbotti – già riposti – di nuovo indossati anche in città. Ma è davvero così anomalo l’aprile 2019?
Per Roberto Costantini, responsabile del centro operativo del Lamma – Cnr Ibimet di Grosseto, le temperature del mese di aprile sono tutto sommato in media.
«È vero che abbiamo registrato una variabilità importante, con alternanza di giornate più fredde (talvolta piovose) e giornate di bel tempo – spiega l’esperto – ma la primavera da noi è sempre stata così. Ma guardiamo il lato positivo: aprile è stato abbastanza piovoso e siamo riusciti a recuperare un po’ della pioggia non caduta all’inizio dell’anno. In provincia di Grosseto i primi tre mesi del 2019 erano stati davvero avari. Dopo un gennaio in linea con la media climatologica (surplus di 6 millimetri), a febbraio avevamo registrato solo 22,4 millimetri contro una media climatologica di 48. Poi il marzo che sappiamo: praticamente asciutto».
E la neve caduta ieri sul monte Amiata? «Sì – dice ancora Costantini – è uno scenario inusuale, un’irruzione di chiaro stampo invernale, che conferma la dinamicità di cui parlavo. Un fenomeno da inquadrare nella variabilità primaverile, che quest’anno si è manifestata in modo più estremo».
Ma l’ondata di freddo non è conclusa. Nel periodo tra mercoledì 3 e domenica 7 maggio è attesa un’altra “strizzata”. A questo proposito Costantini ricorda il maggio 1991 che fu particolarmente freddo nella prima parte. —
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