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Svolta per piazza Tripoli Ultimi atti per acquisirla

Francesca Ferri
Svolta per piazza Tripoli Ultimi atti per acquisirla

A un anno dal via libera del consiglio comunale, manca solo la firma dal notaio Una volta pubblica al 100%, si sblocca l’impasse per il gazebo dell’Arcimboldo

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L’attesa è agli sgoccioli. Dopo anni di stallo e proteste, con un’attività commerciale che da tempo infinito attende di realizzare un gazebo e due associazioni culturali che scalpitano per una rigenerazione degli spazi e con gli abitanti e i negozianti stanchi di veder sfiorito il quartiere che un tempo fu tra i più vivaci di Grosseto, ci siamo.

Il 16 aprile il Comune di Grosseto, servizio Patrimonio e partecipazioni societarie, ha emesso la determina dirigenziale 707 che dà il via libera all’acquisizione della parte privata di piazza Tripoli a Grosseto, sbloccando in questo modo una paralisi burocratica che ha impedito per anni all’ente pubblico di riqualificare l’area e di consentire finalmente al locale Arcimboldo di poter realizzare il suo prolungamento esterno.

Nell’ottobre 2017 l’Arcimboldo si era aggiudicato il bando comunale per realizzare la struttura (più volte, negli anni passati, le precedenti gestioni avevano realizzato dei gazebo, poi rimossi, ricostruiti e ancora abbattuti di nuovo al rincorrersi di nuove regole e ordini di tribunale che avevano riguardato tutti i déhor di tutto il comune).

Stavolta sembrava fatta, sennonché in piazza Tripoli si è innestato un problema in più. Una parte della piazza è infatti di proprietà privata. E perché il Comune potesse concedere l’area all’Arcimboldo occorreva che l’acquisisse.

La delibera di acquisto del diritto di superficie risale allo scorso maggio. Solo due mesi fa, però, l’atteso atto.

La particella privata – la numero 43 censita al catasto terreni foglio 91 – apparteneva a undici proprietari. Il suo valore, in termini di concessione in diritto di superficie pluriennale, era stato stimato già un anno fa in 10mila euro (stima del settore Lavori pubblici poi confermata congrua dall’Agenzia del Demanio). Altri 300 euro vanno messi in conto come rimborso spese per eventuali commissioni bancarie (stabilito sempre dal Demanio).

Il Comune aveva poi attestato che l’acquisizione (per la precisione la costituzione di un diritto di superficie su area urbana a titolo transattivo) era “indispensabile” e “indilazionabile”, requisiti previsti dalla legge per l’acquisto di un immobile da parte di un ente pubblico.

Sembrava tutto pronto, mancava solo di individuare un notaio. A questo punto uno dei proprietari della particella è venuto a mancare.

Si è dovuto quindi attendere le pratiche per la successione. Definite queste, e individuato il notaio, Paola Maria Letizia Usticano, la funzionaria responsabile del servizio Patrimonio e partecipazioni del Comune, Enza Bernardini, ha firmato la determinazione che spiana la strada alla redazione dell’atto notarile.

Manca quindi quest’ultimo passaggio, oltre al pagamento (10mila euro per l’acquisto della parte di piazza, 300 euro di rimborso spese e 2.855 euro per le pratiche notarili, tutto a carico del Comune) e piazza Tripoli potrà diventare pubblica fino all’ultimo centimetro quadrato. Pronta per gazebo, riqualificazione e rilancio. —

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