Attenzione
Botte e abusi alla ex moglie Un anno e 10 mesi al marito violento
Durante una lite per strada l’aveva infilata nella sua auto tirandole una sportellata in faccia per chiuderla dentro
Un anno e dieci mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese di giudizio e di custodia cautelare con sospensione della pena e non menzione della condanna e condanna al pagamento del risarcimento, pari a cinquemila euro, all’ex moglie, che si era costituita parte civile. Assoluzione per il reato di sequestro di persona che gli era stato contestato dalla Procura dopo l’arresto: finisce così il processo celebrato al tribunale di piazza Albegna nei confronti di un uomo di 34 anni originario del Marocco, difeso dall’avvocato Roberto Baccheschi. L’uomo, che lavora come artigiano, era stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare nel mese di agosto del 2016, dopo che la sua ex moglie lo aveva denunciato.
Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna ha chiesto la condanna a due anni di reclusione mentre la parte civile, assistita dall’avvocato Paola Pippi, aveva chiesto un risarcimento danni di 25mila euro.
L’uomo, si è trovato di fronte al collegio composto dai giudici Adolfo Di Zenzo (presidente), Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi che hanno emesso la condanna, dopo aver ascoltato i testimoni che erano stati chiamati dalla donna a raccontare quello che avevano subito negli anni in cui aveva vissuto con suo marito.
Era stata più volte picchiata, stuprata, offesa, minacciata. Trattata come se non avesse diritto a vivere una vita normale, soprattutto tra le mura di casa. Lui però, tutte quelle accuse lanciate dall’ex moglie, le aveva sempre respinte al mittente con forza e anche durante il processo, in aula, il suo difensore ha mostrato alcune fotografie di graffi sul volto e sulle mani dell’uomo. Ferite che secondo il consulente tecnico della difesa, il dottor Roberto Martini, era compatibili con quelle che il trentaquattrenne aveva riportato il giorno in cui, dopo una lite con la donna, era andato a farsi medicare al pronto soccorso.
La donna era stata visitata all’ospedale lo stesso giorno, con alcune ferite al labbro giudicate guaribili in quindici giorni.
La donna, anche lei di origini straniere, si era ben integrata in Maremma dove aveva alcune amiche e dove lavorava.
Lui invece, spesso si era presentato sul posto di lavoro della donna per riportarla a casa, facendole perdere anche l’occupazione e in un’occasione le avrebbe anche fatto il gesto di tagliarle la gola. La donna, sarebbe stata maltrattata anche dopo aver interrotto la relazione con il suo ex marito che in un’occasione, per farla restare sull’auto sulla quale l’aveva fatta salire contro la sua volontà le aveva chiuso anche la portiera in faccia, ferendola al volto. —
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