Il Tirreno

Grosseto

ambiente e mare 

Batteri fecali in acqua: altro stop provvisorio alla balneazione

Francesca Ferri

Dopo Marina di Grosseto, ordinanza anche a Castiglione della Pescaia. L’assessora: «Problema temporaneo legato alle piogge»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Anche il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, ha firmato l’ordinanza di divieto di balneazione in quattro punti della spiaggia dove l’Arpat nei giorni scorsi ha rilevato valori di batteri fecali oltre la norma.

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Il provvedimento è arrivato ieri mattina, domenica 28 aprile, dopo che già il collega di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, aveva dovuto prendere lo stesso provvedimento per la zona a sud del porto di Marina di Grosseto, dove – anche qui – l’Agenzia regionale per la protezione ambientale aveva rilevato valori oltre la soglia. A Marina l’ordinanza è scattata il 26 aprile.

A Castiglione solo ieri per un problema di ricezione della Pec dell’Arpat, come ha spiegato la vicesindaca con delega all’Ambiente Elena Nappi.Che oggi ribadisce e precisa: «C’è stato un blocco del server perciò non è stato possibile visionare la Pec che ci ha inviato l’Arpat per avvertirci dei valori fuori norma. Stamani (ieri per chi legge) il sindaco ha firmato l’ordinanza».

I valori fuori norma erano stati rilevati per l’escherichia coli, che deve essere entro 500 mpn/100 ml, e per l’enterococco intestinale, che non deve superare 200 mpn/100 ml (mpn sta per “most probable number”, numero più probabile, ed è l’unità di misura usata per contare questi batteri). Nel punto di prelievo del lungomare di Levante i valori di entrambi erano di poco oltre la soglia (529 e 265); sul lungomare di Pontente un po’ più alti (520 e 305); alla foce del fiume Bruna molto alti (749 e 364). A Riva del Sole risultava leggermente sopra la soglia l’enterococco intestinali (253) mentre l’escherichia era nei parametri. A Marina lato sud i valori dell’escherichia coli risultavano schizzati a 860 (normali gli altri).

Ma cosa ha provocato questo innalzamento dei valori? È proprio questa la domanda per la quale, a questo punto, l’assessora Nappi vuole una risposta certa. «Abbiamo verificato con Acquedotto del Fiora tutti i dati relativi al depuratore e sono risultati tutti in regola», spiega al Tirreno.

«La nostra esperta ambientale e gli stessi tecnici del Fiora – dice ancora Nappi – sono concordi nel ritenere che lo sforamento sia stato provocato dal dilavamento dei campi durante le piogge cadute proprio nei giorni precedenti i prelievi. Quando non ci sono precipitazioni da molto e poi piove tutto insieme, tutto quello che si deposita nei campi viene dilavato e finisce nei fossi e da lì in mare».

Un inconveniente che il Comune di Castiglione della Pescaia ha deciso di combattere una volta per tutte. «Succede la stessa cosa con la plastica che finisce in mare – spiega l’assessora – ovvero i fossi raccolgono con le piogge la plastica gettata via in modo non corretto e questa finisce in mare».

Un bel problema, oltre che un danno all’ambiente e alla salute. «Per questo – spiega Nappi – sarebbe importante attivare il Contratto di fiume in modo che ogni Comune che si affaccia su un fiume si faccia carico di pulire e controllare cosa finisce nei suoi fossi e nei suoi corsi d’acqua. Altrimenti a rimetterci sono sempre i Comuni costieri dove alla fine sfocia lo sporco di tutto il tratto». E non solo.

«Sarebbe anche importante che i prelievi sulla costa venissero fatti in contemporanea in tutte le località», dice Nappi. Questione di equità ma anche di precisione del dato. «Se oggi è una bella giornata e Arpat fa il prelievo, mettiamo, a Cecina, e domani invece piove, e il prelievo è fatto a Castiglione, è ovvio che Castiglione avrà più possibilità di avere dati vicini o oltre soglia». E ne avrà un danno di immagine.

«Abbiamo deciso in Comune di riunirci con Arpat per discuterne e abbiamo dato la disponibilità a vederci per il 6 o 7 maggio», conclude Nappi. —
 

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