Italia
Batteri delle fogne nell’acqua del mare Scatta l’ordinanza
Valori oltre la soglia a Marina e a Castiglione della Pescaia Il sindaco di Grosseto vieta la balneazione a sud del porto
Partenza con inciampo per questo preambolo di stagione balneare in Maremma. L’Arpat ha analizzato l’acqua del mare e ha trovato in quattro zone di Castiglione della Pescaia e in una zona di Marina di Grosseto escherichia coli ed enterococchi intestinali – i batteri delle fogne – a livelli fuori norma. Ed è scattata una prima ordinanza di divieto di balneazione.
Marina
È il caso di Marina di Grosseto, nella zona subito a sud della foce del canale San Rocco, dove l’escherichia coli è risultato di 860 mpn (most probable number, “numero più probabile”, l’unità di misura usata per questi batteri) per 100 millilitri, a fronte di un limite fissato in 500 mpn/100 ml. Sono invece nella norma gli enterococchi intestinali (86 mpn/100 ml, a fronte del limite di 200 mpn/100 ml).
Il prelievo è stato fatto dall’Arpat il 24 aprile. In genere passano 48 ore prima che l’Arpat abbia i risultati. In questo caso però – spiega al Tirreno l’Agenzia – i campioni di acqua prelevata davano risultati oltre i limiti già nel giro di ventiquattro ore. In situazioni come queste, nelle quali può esserci un pericolo per l’igiene, l’incolumità e la salute dei bagnanti, l’Arpat manda una comunicazione preventiva ai Comuni di preallerta, in modo che possano vietare la balneazione. È quello che è successo a Grosseto, dove il 26 aprile, ricevuta via Pec la comunicazione di Gioia Benedettini, responsabile di Arpat per l’area vasta Costa, settore laboratorio, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha firmato l’ordinanza di divieto di balneazione che resta in vigore finché i parametri non rientreranno nella normalità.
Castiglione
A Castiglione della Pescaia i valori dei due batteri sono molto oltre la soglia in quattro zone. Nel punto di prelievo del lungomare di Levante l’escherichia coli è di poco superiore alla soglia: 529 mpn/100 ml; l’enterococco intestinale 265.
Sul lungomare di Ponente escherichia sempre leggermente oltre la soglia (520 mpn/100 ml), mentre l’enterococco intestinale è molto superiore alla soglia: 305 mpn/100 ml (il limite è 200).
Valori alti anche nel punto di prelievo vino alla foce del fiume Bruna: 749 mpn/100 ml l’escherichia coli e ben 364 l’enterococco intestinale.
Ma quel che sorprende è soprattutto il dato di Riva del Sole, un punto dove non ci sono scarichi nemmeno di depuratori (come la zona intorno alla foce del Bruna). Qui, a Riva del Sole, l’Arpat ha misurato enterococchi intestinali pari a 253 mpn/100 ml (l’escherichia è invece nei parametri).
Qui però non sono state emanate ordinanze. Il Tirreno ha chiesto spiegazioni alla vicesindaca con delega alle politiche ambientali Elena Nappi, che spiega: «Fino alle 13 del 26 aprile non risultano pervenute comunicazioni dall’Arpat. Se la Pec è arrivata dopo quell’ora non la si può vedere perché l’ufficio protocollo, che la riceve e la gira alla posta del sindaco, è chiuso». Un controllo con il primo cittadino Giancarlo Farnetani e poi la conferma: «Anche alla posta del sindaco non è arrivato nulla, almeno fino a ieri mattina. Naturalmente cercheremo di capire con il Protocollo del Comune se è possibile recuperare eventuali comunicazioni arrivate dopo la chiusura degli uffici per emanare un’ordinanza di divieto di balneazione. Bisognerà poi fare delle verifiche sulle cause che hanno portato a questi sforamenti. Mi lascia perplessa soprattutto la zona di Riva del Sole, lontana da scarichi. Anche la Bruna, tuttavia, non dovrebbe dare problemi: in caso di guasti al depuratore, l’impianto manda automaticamente un segnale. Faremo delle verifiche con l’Acquedotto del Fiora. —
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