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Miasmi, cittadini mostrano i certificati del pronto soccorso

Gabriele Baldanzi
Miasmi, cittadini mostrano i certificati del pronto soccorso

Il comitato Aria Pulita torna sotto al municipio per chiedere alle istituzioni provvedimenti a tutela della salute. Petizione firmata da 165 persone

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. In alcuni periodi, a volte per giorni, nell’aria che si respira a Grosseto c’è una puzza acre, dolciastra, che fino a sei o sette anni fa non esisteva. Ormai sono centinaia le persone che segnalano, protestano, chiedono spiegazioni e interventi ad Arpat, Asl e Comune.

I cittadini vogliono approfondire le ragioni di questi ricorrenti miasmi, avvertiti soprattutto al mattino e alla sera, con comprensibile disagio per chi passeggia o trascorre qualche ora all’aria aperta, ma anche per alcuni agriturismi.

Ieri il Comitato Grosseto Aria Pulita è tornato sotto il municipio per incontrare la stampa locale e nazionale. «Volevamo che la petizione sottoscritta da 165 grossetani, che affermano di aver accusato uno o più sintomi, disturbi e malesseri di tipo respiratorio, dermatologico o psicofisico, si manifestasse anche attraverso volti e parole», spiega il portavoce Matteo Della Negra. «Le firme, raccolte in soli tre giorni, non sono certo poche – aggiunge – e costituiscono “prove” delle conseguenze riconducibili alle maleodoranze».

I manifestanti evitano riferimenti diretti alle attività degli impianti a biogas che sorgono intorno alla città e restano tra i “sospettati”. «Ancora una volta – dice Della Negra – chiediamo al sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, che utilizzi tutti i suoi poteri, inclusi quelli ordinatori, per adottare provvedimenti che impediscano il manifestarsi e il perdurare di questo indubbio disagio. Cosa vogliamo in concreto? Un raccordo istituzionale e provvedimenti per la tutela della nostra salute».

Corradina vive a poche centinaia di metri da un impianto a biogas in zona San Martino. In mano sventola un referto del pronto soccorso del luglio 2017, dove i medici attestano una «perdita di coscienza per probabile episodio sincopatico a seguito di intossicazione da gas, fumi, vapori». Davanti a telecamere e microfoni della Rai si raccontano alcune esperienze di questo tipo. «La situazione peggiore – dicono gli intervenuti – è proprio nella zona di San Martino, Casalecci, Sterpeto, Stiacciole, Ospedale, Alberino, fino al Tribunale, viale Mascagni, dentro la città. Alcune segnalazioni ci arrivano addirittura dall’interno dei reparti dell’ospedale». Altra situazione difficile nell’area di Principina Terra, fino all’intero aeroporto militare. «Da mesi – dice il comitato – monitoriamo i venti e distinguiamo tra diversi tipi di odori, alcuni più aggressivi e ammoniacali». È questa la risposta a una sorta di provocazione del sindaco, che a dicembre aveva scritto al dipartimento della Prevenzione dell’Asl chiedendo se «risultasse evidenza documentata di episodi di malessere a carico della cittadinanza, estremi per dichiarare emergenze sanitarie e di igiene pubblica». A gennaio l’ufficio di Igiene pubblica gli aveva risposto che non risultavano «evidenze documentate di episodi di malessere o danni alla salute a carico dei cittadini, ma che ciò non escludeva che qualcuno si fosse rivolto alle strutture sanitarie in seguito a malore da cattivi odori». —

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