Il Tirreno

Grosseto

scarlino 

Matteoli e inceneritore «Il Pd mesce le acque»

Giulia Sili
Matteoli e inceneritore «Il Pd mesce le acque»

Di Giacinto e Travison replicano ai Democratici di Follonica che hanno rammentato il punto di vista dell’allora ministro

3 MINUTI DI LETTURA





scarlino. Da una lettura dei documenti relativi al nuovo piano operativo del comune di Scarlino recentemente adottato, è sorta la preoccupazione che nell’area del Casone possa sorgere – oltre a nuovo centro di raccolta rifiuti – un nuovo inceneritore. Per scongiurare la realizzazione dell’impianto i comuni di Scarlino e di Follonica hanno deciso di chiarire i passaggi in questione. La vicenda, però, è diventata inevitabilmente argomento di scontro tra le varie forze politiche e da giorni si assiste a un botta e risposta tra i candidati a sindaco di Scarlino e di Follonica.

Ieri il Pd follonichese ha ricordato che fu il ministro Altero Matteoli che, in occasione di un convengo alla Corte dei Tusci del 2009, pose con forza la necessità di realizzare l’inceneritore di Scarlino e che fu l’allora sindaca di Follonica Eleonora Baldi a mostrare, all’opposto, la sua contrarietà. «Il Pd di Follonica insiste con la consueta strategia del confondere le acque – replicano Massimo Di Giacinto e Francesca Travison, candidati a sindaco del centrodestra rispettivamente a Follonica e a Scarlino – con il chiaro obiettivo di mascherare le proprie evidenti responsabilità in materia. E lo fa tirando in ballo le opinioni del compianto Matteoli, favorevole all’impianto, con notevole mancanza di sensibilità».

Di Giacinto precisa che nel 2009 non era in consiglio comunale a Follonica e non faceva parte di alcuna forza politica.

«Nel centrodestra, a livello locale e nazionale, nessuno può essere indicato come responsabile di un singolo atto che possa aver contribuito a far funzionare quell’inceneritore – sostengono Di Giacinto e Travison – Altrettanto non si può dire del Pd, soprattutto (in questo caso) a livello locale. Vogliamo ricordare le giunte provinciali Scheggi e Marras, tutte a guida Ds-Pd, che hanno concesso le autorizzazioni?» .

Per il centrodestra «le responsabilità morali e concrete del Pd esistono e sono enormi». I due candidati sostengo inoltre che il sindaco di Follonica Andrea Benini, contrario all’inceneritore, dovrebbe rinunciare all’appoggio del Pd. E concludono: «Nelle parole degli esponenti Pd non ritroviamo alcuna smentita a proposito del fatto che al Casone potrebbe sorgere un nuovo impianto di stoccaggio rifiuti. C’è il solito scaricabarile rivolto al comune di Scarlino. Ancora una volta, non basta. E i cittadini lo sanno».

Sulla questione è poi intervenuta anche la lista In Movimento per Follonica di Francesco De Luca: «Ci chiediamo il motivo per il quale se da una parte il comune di Scarlino ha sentito la necessità di adottare una variante di fine legislatura, dall’altra, non abbia eliminato contemporaneamente la previsione di piano dell’inceneritore trasformando l’area in semplice turistico-agricola-commerciale – affermano – Noi diciamo che tutto questa perdita di tempo, soldi pubblici, ricorsi e avvocati poteva venire meno se le scelte urbanistiche fossero state nette». De Luca conclude: «Per il Pd è stato facile predicare bene e razzolare male, spendendo soldi pagati dai cittadini per gli avvocati nella speranza, vana, di far credere che sia stato fatto tutto per bloccare l’impianto». –

Giulia Sili

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa