Italia
Inclusione è la parola chiave «Tutti devono partecipare»
grosseto. «Gliel’ho detto, a quelli che ho potuto avvicinare, non condivido questa contestazione». Nello Bracalari, partigiano, già presidente provinciale dell’Anpi, oggi presidente onorario dell’associazione, ha 91 anni, la Resistenza l’ha fatta e di fascismo e antifascismo ne sa qualcosa.
Per questo può permettersi di non fare sconti a nessuno, nemmeno al rumoroso gruppetto di giovani di Maremma Antifa che parla di antifascismo e lo fa contestando il sindaco e pretendendo che Vivarelli Colonna non prenda parte alla manifestazione del 25 aprile. Con estrema lucidità e con delicata fermezza, Bracalari ha detto ai ragazzi di non condividere la loro scelta e la loro protesta.
Il 25 aprile è la festa di tutti e il sindaco deve stare in piazza. «A questi giovani bisogna dirglielo che sbagliano – spiega – bisogna fare l’inclusione: dobbiamo portare tutti a celebrare questa festa che deve essere, come è, la festa di tutti gli italiani». «Non si rendono conto – prosegue – che noi abbiamo bisogno che attorno i principi costituzionali della libertà e della tolleranza si riconosca tutto il popolo italiano e chi oggi cerca di tirarsi fuori da questo commette un grande errore. Lo commette chi lo fa, da posizioni di destra, e anche di governo, ma sbagliano anche quelli che, da sinistra, tendono a escludere gli altri. Il 25 aprile – dice ancora – è la festa della nuova Italia sorta dal secondo Risorgimento: nessuno deve essere escluso, anzi dobbiamo fare opera di persuasione perché tutti siano inclusi». Ed è proprio “inclusione” la parola chiave per Bracalari. Non “pacificazione”, come piace a tanti nel centrodestra. «La pacificazione – dice – è già avvenuta con la liberazione dell’Italia dal fascismo: quella era l’oppressione che dominava l’Italia, insieme all’occupazione tedesca. Non occorre – aggiunge – parlare di pacificazione, la festa del 25 aprile è la festa di tutti e tutte le parti politiche del nostro Paese si devono riconoscere perché sullo spirito della Liberazione e della lotta partigiana, del secondo Risorgimento, come ha sottolineato il presidente Mattarella, è stata forgiata la Costituzione nella quale tutti devono riconoscersi. Per questo il 25 aprile è la festa di tutti, e nessuno deve ritenersi ed essere escluso». — E.P.
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