Il Tirreno

Grosseto

Il partigiano difende il sindaco in corteo

Enrico Pizzi

Maremma Antifa contesta la presenza di Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Dichiarati antifascista o vattene»

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. «Davanti a questo corteo c’è il sindaco di Grosseto che si dichiara agnostico del fascismo, non lo vogliamo in una piazza antifascista». Ci hanno provato, quelli di Maremma Antifa, a contestare il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per allontanarlo dal corteo del 25 aprile, ma il risultato ottenuto è stato di avere il sindaco in testa al corteo, accanto al presidente provinciale dell’Anpi, Flavio Agresti, dietro alla banda che suonava “Bella ciao” e una sonora tirata d’orecchie da parte del presidente onorario dell’Anpi, Nello Bracalari.

La contestazione del movimento Maremma Antifa al sindaco di Grosseto era nell’aria, quasi scontata, visti anche i volantini che erano stati incollati sui muri del passaggio del Vallo degli Arcieri, sotto al Cassero, dove si tiene il Festival Resistente: nel mirino Vivarelli Colonna, accusato di essere troppo vicino alla destra più nostalgica.

Ieri mattina la festa del 25 aprile aveva un preciso cerimoniale. La messa alle 8,30 al cimitero di Sterpeto e poi, a seguire, una sorta di processione laica tra i vari monumenti che ricordano la Resistenza. Tutto tranquillo alla Cittadella dello Studente, dove è stata deposta una corona al monumento ai martiri dell’antifascismo e della Resistenza, così come, si è svolta tranquillamente la seconda tappa, in piazza della Libertà, con la deposizione di una corona al monumento ai partigiani della Maremma.

Quello che ci si aspettava è successo nel parcheggio di via De Amicis, dove era previsto il ritrovo per la partenza del corteo diretto al Parco della Rimembranza. Ad attendere il sindaco c’era lo striscione di Maremma Antifa, con un gruppetto di militanti che hanno accolto il primo cittadino con fumogeni e contestazioni. «Non è la tua piazza» gli hanno ripetuto ossessivamente, «Cosa ci fai qui?», «Sindaco, vai al Madonnino», «Dichiarati antifascista se sei antifascista!».

Il sindaco non si è scomposto. Si è messo davanti allo striscione per farsi fotografare e riprendere. «La mia piazza è la città di Grosseto... venitemi a trovare in ufficio», sono le uniche parole che sono uscite dalla sua bocca. Senza mai smettere di sorridere. Poi il corteo è partito. La banda in testa, poi, davanti allo striscione dell’Anpi, il sindaco, con la fascia tricolore, accompagnato da Fabio Tavarelli, in rappresentanza del sindaco di Castiglione della Pescaia, e dal presidente dell’Anpi Flavio Agresti.

A seguire i partecipanti al corteo, e anche quelli di Maremma Antifa che hanno continuato a contestare il sindaco per tutto il percorso. Davanti al Comune qualche momento di tensione. Qualcuno ha dato voce, piuttosto animatamente, al malcontento dei tanti che hanno voluto partecipare alle celebrazioni del 25 aprile con ben altro spirito. «Non ci rappresenti», ha urlato più volte, una donna, in faccia a uno dei giovani di Maremma Antifa che continuava a contestare con il megafono. Nulla di più. Il programma è proseguito, poi, al Parco della Rimembranza, dove il prefetto di Grosseto, Cinzia Torraco, ha deposto una corona al monumento ai caduti. Infine, in piazza Dante, dove è intervenuto Agresti. Nello Bracalari non ha nascosto la propria contrarietà alle contestazioni di Maremma Antifa. «Non le condivido», ha detto. —

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