Il Tirreno

Grosseto

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Ieri posto pubblico, oggi atmosfera di Montmartre Il Gallery festeggia 25 anni

Ieri posto pubblico, oggi atmosfera di Montmartre Il Gallery festeggia 25 anni

Il locale di via Fratelli Cairoli è nato nel fondo che fu,  dal dopoguerra, mescita di vini e poi merenderia. Oggi dà spazio a musica e opere d’arte 

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. L’ultimo ospite famoso in ordine di tempo a scegliere il Gallery Cafè è stata l’attrice Melania Giglio, che qui – a fine febbraio – ha consumato una cena maremmana a base di tortelli, cacciatora di cinghiale, patate arrosto e tiramisù. Un anno fa era stato Matteo Salvini, a chiusura del suo comizio a Grosseto, a fare colazione al bancone di Mauro Sbrana Adorni. E ancora, negli ultimi anni, gli scatti raccontano la visita di Renato Zero, Pierferdinando Casini e molti degli attori di teatro più celebri che si sono esibiti agli Industri.

Il progetto Gallery Cafè risale a 25 anni fa. A dire il vero Mauro, il titolare, rilevò il locale dopo mesi di gestazione e un’accurata ristrutturazione. Al numero 7 di via Fratelli Cairoli, al piano terra, di fronte alla Camera di commercio, a due passi dal Museo archeologico e d’arte della Maremma, c’era in precedenza un’insegna che i grossetani over 40 ricordano bene: “Cini – Merende e vini”.

La licenza commerciale di questa attività è una delle più antiche di Grosseto. Già a partire dai primi decenni del secolo scorso, nei fondi di Palazzo Tognetti, su via Cairoli, si somministravano alimenti e bevande. Annina Brunori Righi, che a Grosseto conoscevano tutti come “La Lunga” (la donna più alta della città, un metro e ottantacinque certificati all’anagrafe), proprio qui aprì una mescita di vini, con tavoli all’aperto davanti all’ingresso attuale del Gallery. Le fotografie raccontano che all’inizio del 1900, dietro al campanile della chiesa di San Pietro, c’era una modesta costruzione di proprietà di Luigi Ponticelli, che ospitava la sede della società di mediatori di cereali Mainardi e Pampaloni, mentre nella vicina via Montebello si trovavano gli uffici del Consorzio Agrario. Insomma, oggi come cento anni fa, via Cairoli era zona di passo e “trattative” economiche.

Nel dopoguerra l’esercizio cambiò titolare e nome. Arrivò a gestirlo un personaggio indimenticato: Poldo Malandrini. L’insegna della merenderia “Da Poldo”, posto pubblico dotato di telefono quando i telefoni erano rari, divenne in pochi anni un punto di riferimento per commercianti, agricoltori, imprenditori. Il giovedì, nella sala contrattazioni della nuova Camera di commercio, ci passavano centinaia di persone e trovare un tavolo libero da Poldo era impossibile. I grossetani, di ogni età, lo sceglievano per merende e colazioni: le acciughe sotto pesto, i carciofi fritti, i taglieri con prosciutto e insaccati. Poldo aveva anche un pr, si direbbe oggi: l’avvocato Pasquale De Leone. Era il tramite tra il locale e i notabili della città: De Leone promuoveva il menu della merenderia negli uffici pubblici e organizzava nel locale cene e pranzi.

Mauro Sbrana Adorni, esperto di vini, non ha mai perso il contatto con la storia.

Nel tempo ha provato a dare al locale un’anima colta, proponendo ai clienti musica di qualità (jazz, gospel, blues), una rotazione settimanale di opere d’arte (quadri di artisti locali), atmosfere e fermenti sul modello dei bar di Montmartre.

Non a caso il primo gazebo del centro storico è stato montato qui, quando ancora il buon senso vinceva sulla burocrazia. —



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