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Rifondazione «I portalettere sono stremati dagli straordinari»
grosseto. Si riaccendono i riflettori sui servizi postali: e a farlo è Maurizio Buzzani, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.
Anche i centri postali più virtuosi come Grosseto, Follonica, Orbetello «seguono la china dei centri periferici delle zone rurali e montane – esordisce Buzzani – È ciò che ci segnalano i lavoratori postali. Siamo davanti al tracollo dell’organizzazione del servizio di recapito della corrispondenza a giorni alterni», modalità introdotta recentemente anche in provincia di Grosseto.
Ecco le segnalazioni raccolte da Rifondazione Comunista: «I lavoratori sono stati ridotti di 50 unità dall’introduzione del nuovo modello organizzativo»; e «Le ore di straordinario si sprecano per smaltire la posta giacente e i pacchi in esponenziale aumento»; e pensare, sottolinea Buzzani, che «in Provincia di Grosseto le ore extralavorative, prima dell’introduzione dei giorni alterni, erano un tabù: non servivano stando alla dirigenza».
Secondo Rifondazione Comunista, i lavoratori postali, sono ormai sottoposti a «ritmi di lavoro divenuti insostenibili che fanno sbandare le fila dei pochi portalettere in sevizio – dettaglia Buzzani – compresi i giovani precari. Aumentano gli infortuni, le malattie, l’insicurezza, unitamente ai disservizi pubblici».
E ci sarebbe anche un altro aspetto: «Oltre al danno, la beffa. Nelle innumerevoli campagne pubblicitarie che Poste italiane spa promuove su tutti i mezzi d’informazione – sottolinea il segretario provinciale di Rifondazione Comunista – sembra che ogni tre per due Poste assuma personale a centinaia se non migliaia di unità. Siamo costretti a portare chiarezza e informazione; la stessa che da oltre tre anni, rivolgiamo per conoscenza, con una costante informativa sul tema in questione, ai sindaci, che sono state le uniche figure pubbliche intervenute sul tema concretamente, quando hanno annunciato l’intenzione di promuover un’azione legale contro Poste Italiane Spa, per interruzione di pubblico servizio, violazione delle normative Comunitarie e orientamento della giurisprudenza italiana sui servizi postali».
Buzzani torna al fronte delle assunzioni: «Poste italiane – dice l’esponente di Rifondazione Comunista – sta applicando l’accordo del 2018 denominato “DeliverY 2022”, che prevede che a fronte di 15mila esuberi entro il 2020 saranno stabilizzati lavoratori precari di vecchia data nel numero di 6/700 unità, quindi un disavanzo negativo di circa 9mila unità. Ecco svelato l’arcano». –
F. B.
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