Il Tirreno

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Zone di balneazione e servizi «Così si tutela il nostro lago»

Giulia Sili
Zone di balneazione e servizi «Così si tutela il nostro lago»

Il progetto dei Repubblicani per l’area dell’Accesa sposato dal sindaco Giuntini Nessuna privatizzazione del bene, ma più attenzione per i turisti e meno furti

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. Era stato lo stesso segretario dell’unione comunale Paolo Bicicchi che, rassegnando le proprie dimissioni, tra le varie accuse, aveva imputato al candidato sindaco Marcello Giuntini di voler «convertire il lago dell’Accesa, dal libero bene comune ad uso turistico di pregio con balneazione a pagamento».

Un’idea che ha fatto preoccupare molti cittadini affezionati a quel luogo. L’accordo firmato da Giuntini con i Repubblicani, oltre ad aver prodotto le dimissioni di Bicicchi, ha anche portato alla discussione di alcuni punti da inserire nel programma elettorale e tra questi non manca quello che riguarda il lago dell’Accesa.

È lo stesso Giuntini a spiegare la sua posizione sulla questione: «Il lago è un ecosistema importantissimo e una risorsa per Massa Marittima – dice – Veniamo premiato con le 5 Vele da molti anni proprio perché è un ambiente di pregio. Negare, però, che questo ambiente è anche a rischio a causa dell’antropizzazione è una sottovalutazione del problema».

Giuntini parla dei tanti furti che ogni estate si susseguono nel parcheggio delle auto, dei fuochi che vengono costantemente accesi, del libero accesso ai cani e dei danni che spesso vengono fatti alle strutture in legno. «Il parcheggio è incustodito e sul lago c’è anche il vincolo paesaggistico e archeologico quindi c’è bisogno di sorveglianza. Nessuno, però, vuole togliere la balneazione libera al lago. Regolamentare l’accesso non significa mettere un numero chiuso».

L’idea contenuta all’interno del programma presentato dai Repubblicani, e poi abbracciata anche dal candidato sindaco, è quella di pensare alla realizzazione di piccole zone turistiche di sosta e balneazione, con servizi e strutture rimovibili: «Credo che sia necessaria anche un minimo di attività produttiva, un chiosco e dei bagni – dice Giuntini – Qualcuno che possa fare sorveglianza al parcheggio o che possa fare la pulizia delle sponde o dei cestini. Credo che questo sarebbe un servizio a tutela dell’ambiente che non metterebbe a repentaglio la naturalità del lago». E Giuntini prosegue: «Chi pensa che il Lago debba essere lasciato a se stesso sbaglia, non si rende conto che oggi quella zona è sottoposta ad una pressione forse non sostenibile. Quasi tutti i fine settimana si accendono fuochi al lago e gli atti di vandalismo sono continui. Se il lago lo vogliamo salvaguardare è importane portare lì un minimo di servizi, una soluzione che creerebbe anche lavoro». E conclude: «Con i servizi si possono mantenere l’area archeologica e le pedane. Se domani dovesse prendere fuoco il verde intorno al lago per colpa di un falò, a chi verrebbe data la colpa? Ovviamente all’amministrazione che verrebbe accusata di non essere stata in grado di tutelare un bene prezioso come il lago». —

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di Redazione web