Il Tirreno

Grosseto

la rapina di follonica 

È ai domiciliari ma esce Passeggiava in bicicletta, donna portata in carcere

Francesca Gori

Erika Talone, 28 anni, è stata pizzicata dai carabinieri alle 3 del mattino: il gip ha disposto l’aggravamento della misura È accusata di ricettazione

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Il suo ruolo era stato ritenuto marginale, seppur grave, tanto che il giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri aveva ordinato solo gli arresti domiciliari. Ma da ieri pomeriggio, Erika Talone, 28 anni originaria di Piombino che viveva Follonica, è rinchiusa nel carcere di Sollicciano a Firenze, dove è stata accompagnata dai carabinieri dopo che il gip ha disposto l’aggravamento della misura.

I carabinieri della compagnia di Follonica, come ogni notte, stavano facendo un giro di controllo nella città del golfo quando hanno visto la ragazza, alle tre di ieri mattina, in sella a una bicicletta pedalare per la strada. La ventottenne, difesa dall’avvocato Jurij Di Massa, ha tentato di scappare ma i militari della compagnia l’hanno riacciuffata subito e portata in caserma dov’è rimasta finché non è stata decisa, anche per lei, la carcerazione. La ragazza che abita in città, è accusata di ricettazione: sarebbe stata lei, secondo le indagini svolte dai carabinieri, a tentare di vendere alcuni gioielli e alcuni preziosi che erano stati portati via durante la rapina avvenuta lo scorso 22 marzo all’oreficeria Malucchi. Talone non faceva parte del commando che, quasi all’orario di chiusura del negozio, si era presentato al titolare fingendo di essere clienti. Nell’oreficeria, secondo le indagini dei carabinieri di Follonica, c’erano Arcangela Pellegrini (28 anni), Gennaro Bassolino (45 anni), entrambi difesi dagli avvocati Claudio Boccini e Riccardo Lottini, e Raffele Milo, anche lui 45 anni, difeso dall’avvocato Stelio Pugi. I tre erano insieme a un quarto uomo, che ha agito a volto coperto: insieme hanno legato Luciano Malucchi, titolare dell’oreficeria, a una sedia utilizzando il nastro adesivo per fare razzia di oro e gioielli.

È stata la fretta, poi, a farli finire nei guai: hanno tentato di rivendere quello che avevano portato via nel corso della rapina in vari compro oro della città e anche a Piombino. Era stata Erika Talone a presentarsi più volte con i gioielli: i soldi - scrive il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare - sarebbero serviti ai quattro per acquistare cocaina.

Quando i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, sono andati ad arrestarli, all’appello mancava solo Milo che era partito per l’estero: è stato preso la mattina di Pasqua, vicino alla stazione. —

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di Redazione web