La manifestazione
Chiesta rogatoria internazionale sulle cause di morte
La storia di Giuseppe Niccolini è emersa con tutta la sua potenza a settembre dell’anno scorso, quando le due donne sono state contattate da un giovane polacco, mai identificato, che era andato a suonare loro alla porta per dire che Giuseppe era ancora vivo. Le due donne presentarono subito una denuncia e - qualche giorno dopo - decisero di affidare il caso, seguito dai carabinieri di Grosseto coordinati dal pm Valeria Lazzarini, all’avvocato Francesca Carnicelli.
La Procura di Grosseto ha ora depositato una richiesta di rogatoria per ottenere la documentazione che moglie e figlia attraverso il loro legale hanno chiesto più volte alle autorità polacche: la cartella clinica dell’uomo, morto all’ospedale Wojewodzki il 20 aprile dell’anno scorso. F.G.
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